Procura del Paraguay ordina l’arresto di Santiago Peña nel caso Ueno BankDi Luís Henrique Costa
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Il Ministero Pubblico del Paraguay ha emesso un ordine di arresto contro l’ex presidente Santiago Peña Palacios, a Asunción. Il provvedimento è arrivato poche ore dopo che il Senato ha approvato la sua destituzione con una procedura di impeachment, cioè un giudizio politico del Parlamento.
L’ordine riguarda anche Carlos Dagoberto Carvallo Spalding, ex presidente della Banca Centrale del Paraguay. Secondo il documento, Peña deve restare agli arresti domiciliari finché non sarà messo a disposizione del Ministero Pubblico, nell’Unità specializzata in reati economici e anticorruzione.
Peña dovrà restare in casa, ma il fermo non è ancora confermato
Al momento non ci sono conferme che Peña sia stato trovato o arrestato, e non si sa dove si trovi. Il governo aveva già dichiarato, il 5 novembre, di non sapere dove fosse l’ex presidente. Sono circolate voci di una sua fuga in Argentina, ma Buenos Aires le ha smentite.
L’ordine è stato trasmesso al comando della Polizia Nazionale del Paraguay, che deve eseguirlo. Le fonti consultate non confermano che agenti siano andati nell’abitazione dell’ex presidente, e non risulta il coinvolgimento di altri corpi di polizia.
Accuse di lesione di fiducia e gestione infedele nel caso Ueno
L’ordine è stato emesso in un’inchiesta penale per sospetta lesione di fiducia e altri possibili reati. Una ricostruzione parla di sospetta gestione infedele di risorse, mentre altre fonti citano la lesione di fiducia come ipotesi principale.
L’ordine è stato firmato dai pubblici ministeri delle unità per i reati economici e anticorruzione e per i reati informatici. Una ricostruzione indica quattro magistrati per nome: Elena Fiore, Christian Benítez, Silvia González Véster e Ruth Karina Benítez. La stessa fonte precisa che l’ordine di arresto non equivale a una condanna.
L’opposizione accusa Peña di conflitto di interessi, manipolazione delle norme, distrazione di fondi previdenziali e presunto occultamento istituzionale da parte della Banca Centrale. Finora queste accuse non hanno prodotto misure formali.
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Il Senato vota la destituzione con 44 voti favorevoli
Il Senato ha approvato la destituzione di Peña per cattiva condotta nell’esercizio delle funzioni. Peña aveva presentato le dimissioni prima della conclusione del processo, ma la loro accettazione dipendeva dal Congresso.
Peña non ha partecipato alla seduta e si è fatto rappresentare dagli avvocati Ricardo Preda e Adolfo Ferreiro. Il Senato ha respinto la richiesta di una proroga di 72 ore per preparare la difesa, con 39 voti su 44 senatori.
Le fonti divergono sul risultato del voto: una ricostruzione parla di 44 voti favorevoli su 45 senatori, un’altra di approvazione unanime dei 44 presenti. Alla Camera dei deputati la deputata Rocío Vallejo ha attribuito al presidente la responsabilità della crisi.
Il vicepresidente Pedro Alliana ha assunto la presidenza del Paese nella serata di venerdì. Manifestanti ad Asunción hanno chiesto la restituzione dei fondi congelati nella banca e l’uscita del presidente.
Luogo, orari e enti coinvolti nell’ordine di arresto
- Data dell’ordine: venerdì 6 novembre 2026
- Luogo: Asunción, Paraguay
- Documento: Nota N. 97, nella causa penale n. 92/2026, intitolata “Santiago Peña s/ lesión de confianza y otros”
- Indagato: Santiago Peña Palacios, ex presidente della Repubblica
- Destinatario anche dell’ordine: Carlos Dagoberto Carvallo Spalding, ex presidente della Banca Centrale del Paraguay
- Ente che ha emesso l’ordine: Ministero Pubblico del Paraguay
- Ente incaricato dell’esecuzione: Polizia Nazionale del Paraguay
Tre milioni di clienti senza accesso ai conti
La Banca Centrale del Paraguay ha disposto la liquidazione di Ueno Bank martedì 3 novembre. Secondo i dati riportati, la misura ha colpito 3 milioni di clienti, quasi la metà della popolazione del Paraguay.
Dopo la misura, i clienti non possono prelevare denaro né usare le carte. Secondo la Banca Centrale, i depositi sono garantiti fino a circa 37.000 dollari, cifra che copre quasi tutti i clienti. Secondo la stessa banca, più di un milione di paraguaiani aveva aperto lì il primo conto.
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Il patrimonio dichiarato da Peña e i legami con Ueno Holding
Nel 2023 Peña ha dichiarato di possedere azioni di Ueno Holding per un valore di 6,144 miliardi di guaraní. Ad aprile 2025 ha venduto queste partecipazioni, secondo una ricostruzione giornalistica. Ha anche indicato un certificato di deposito da 2,4 miliardi di guaraní presso Ueno Bank.
Un fratello di Peña risulta socio di U Holding SARL, la società che, secondo la stessa ricostruzione, sarebbe lo strumento con cui il gruppo controllava Ueno Bank. La denuncia originaria contro Peña è stata presentata il 22 ottobre.
- 22 ottobre: presentazione della denuncia originaria contro Peña
- Giovedì 5 novembre 2026: la Camera dei deputati approva l’apertura del processo di impeachment e riceve una nuova denuncia
- Venerdì 6 novembre 2026: il Senato approva la destituzione e il Ministero Pubblico emette l’ordine di arresto
Cosa non si sa ancora su Peña, Carvallo e Alliana
Non si sa se Peña sia stato rintracciato e detenuto, né dove si trovi in questo momento. Per Carvallo non ci sono conferme sul fermo: secondo le notizie più recenti dovrebbe restare in una struttura della polizia, ma non è chiaro se sia stato rintracciato.
Il Ministero Pubblico non ha ancora detto se presenterà una denuncia formale oltre all’ordine di arresto. Peña ha negato di aver commesso qualsiasi reato, mentre i manifestanti hanno chiesto che anche Alliana sia indagato, senza conferme. Le accuse sulla Banca Centrale e sull’uso di fondi pubblici, come quelli dell’IPS, di Itaipu, di Yacyretá e del Ministero dell’Economia, non hanno ancora prodotto misure formali. Per ora non sono stati fissati né una data né un orario per l’interrogatorio di Peña davanti ai pubblici ministeri.







