La morte di papa Francesco, avvenuta lunedì 21 aprile 2025 all’età di 88 anni, ha segnato la fine di un pontificato caratterizzato da riforme, dialogo interreligioso e difesa della giustizia sociale. Francesco, il primo papa latinoamericano, è deceduto a causa di un ictus e insufficienza cardiaca, come comunicato dal Vaticano. La Chiesa Cattolica entra ora in una fase di transizione, nota come Sede Vacante, mentre il Collegio dei Cardinali si prepara per il conclave, che dovrebbe iniziare entro 15-20 giorni. Durante questo periodo, le decisioni urgenti spettano ai cardinali, e il mondo osserva chi sarà il prossimo leader di 1,4 miliardi di cattolici. Tra i 135 cardinali eleggibili al voto, sette sono brasiliani, ma nessuno figura tra i principali favoriti.
Il conclave, che si tiene nella Cappella Sistina, è un processo segreto e rituale in cui i cardinali eleggono il nuovo papa con una maggioranza dei due terzi. La scelta riflette non solo priorità teologiche, ma anche sfide globali, come la crescente influenza del cattolicesimo nel Sud del mondo, la secolarizzazione in Europa e le questioni etiche contemporanee. Francesco ha lasciato un’eredità di apertura, ma anche divisioni interne, soprattutto tra fazioni progressiste e conservatrici. Il prossimo papa dovrà affrontare la sfida di unire la Chiesa, gestendo temi come i cambiamenti climatici, l’inclusione delle minoranze e gli scandali di abusi sessuali.
Nomi provenienti da diversi continenti sono tra i favoriti, riflettendo la diversità della Chiesa. Cardinali da Europa, Asia, Africa e Nord America sono considerati i principali contendenti, ciascuno con percorsi e visioni distinti. La scelta potrebbe indicare una continuità con le riforme di Francesco o un ritorno a posizioni più tradizionali. Di seguito, presentiamo i principali candidati al papato, i loro profili e ciò che rappresentano per il futuro della Chiesa.
- Jean-Marc Aveline: Arcivescovo di Marsiglia, francese, 66 anni, noto per la semplicità e l’allineamento con le idee di Francesco.
- Peter Erdo: Cardinale ungherese, 72 anni, conservatore con esperienza nell’evangelizzazione.
- Mario Grech: Maltese, 68 anni, sostenitore delle riforme sinodali di Francesco.
- Juan Jose Omella: Arcivescovo di Barcellona, spagnolo, 79 anni, focalizzato sulla giustizia sociale.
- Pietro Parolin: Italiano, 70 anni, Segretario di Stato vaticano.
- Luis Antonio Tagle: Filippino, soprannominato “Francesco asiatico”, con forte appeal pastorale.
- Joseph Tobin: Americano, 72 anni, aperto all’inclusione delle persone LGBTQIA+.
- Peter Turkson: Ghanese, 76 anni, candidato a diventare il primo papa africano.
- Matteo Zuppi: Italiano, 69 anni, chiamato “Bergoglio italiano” per il suo impegno verso i poveri.
Profilo di Jean-Marc Aveline: un francese progressista
Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia di 66 anni, è uno dei nomi più associati all’eredità di Francesco. Conosciuto per la sua semplicità, il senso dell’umorismo e l’impegno nel dialogo interreligioso, in particolare con l’Islam, Aveline è nato in Algeria da una famiglia di immigrati spagnoli. Cresciuto nella multiculturale Marsiglia, ha sviluppato una visione inclusiva. La sua ascesa nella Chiesa è stata guidata da Francesco, che lo ha nominato vescovo nel 2013, arcivescovo nel 2019 e cardinale nel 2022.
Aveline si distingue per il suo sostegno all’immigrazione, una priorità del pontificato di Francesco, e per la sua capacità di organizzare eventi di grande impatto, come la conferenza mediterranea del 2023, che ha riunito leader religiosi con Francesco come ospite principale. Con un dottorato in teologia e una laurea in filosofia, è un intellettuale rispettato, ma mantiene un approccio accessibile. Se eletto, sarebbe il primo papa francese dal XIV secolo, portando una prospettiva europea ma allineata alle riforme progressiste.
La sua relativa giovinezza rispetto ad altri cardinali è un vantaggio, poiché la Chiesa potrebbe cercare un leader con l’energia per un pontificato lungo. Tuttavia, la sua mancanza di esperienza in ruoli centrali in Vaticano potrebbe essere un ostacolo, dato che molti cardinali preferiscono un candidato con maggiore familiarità con la Curia Romana. Nonostante ciò, Aveline incarna lo spirito riformatore di Francesco, con un focus su inclusione e dialogo globale.
Peter Erdo: il conservatore pragmatico ungherese
Peter Erdo, cardinale ungherese di 72 anni, è una figura nota nel Collegio dei Cardinali dal conclave del 2013, quando era già considerato un possibile papa. Esperto di diritto canonico, Erdo è diventato vescovo a 40 anni e cardinale a 51 nel 2003, essendo il membro più giovane del Collegio all’epoca. La sua esperienza nell’evangelizzazione, specialmente nell’Europa secolarizzata, lo rende attraente per i cardinali che desiderano ravvivare la fede nel continente.
Nonostante la sua inclinazione conservatrice, Erdo è visto come pragmatico, evitando scontri diretti con Francesco. La sua posizione durante la crisi migratoria del 2015, tuttavia, ha generato polemiche. Mentre Francesco esortava le chiese ad accogliere i rifugiati, Erdo suggerì che ciò potesse essere interpretato come traffico di persone, allineandosi parzialmente al governo nazionalista ungherese. Questa posizione potrebbe dividere i cardinali, specialmente quelli del Sud del mondo, dove l’immigrazione è una questione sensibile.
Erdo vanta ampie connessioni in Africa e in Europa, rafforzando la sua candidatura. La sua enfasi sulle radici cristiane dell’Europa risuona con le fazioni più tradizionaliste, ma la sua capacità di dialogare con diversi gruppi potrebbe attirare i voti di cardinali che cercano un equilibrio tra conservatorismo e modernità.
Mario Grech: la voce riformista di Malta
Mario Grech, 68 anni, ha guadagnato rilevanza sotto il pontificato di Francesco. Proveniente da Gozo, una piccola isola di Malta, è l’attuale segretario generale del Sinodo dei Vescovi, un ruolo chiave nel promuovere le riforme sinodali di Francesco. Inizialmente percepito come conservatore, Grech si è evoluto in un sostenitore dell’inclusione, in particolare per i cattolici LGBTQIA+.
In un discorso in Vaticano nel 2014, Grech ha chiesto che la Chiesa fosse più accogliente verso i suoi membri LGBT, ricevendo elogi diretti da Francesco. Il suo percorso da un background conservatore a una posizione riformista riflette un’adattabilità, una qualità apprezzata in un conclave che deve navigare le divisioni interne. Come maltese, Grech porta una prospettiva periferica, ma la sua esperienza in Vaticano lo rende preparato per le sfide amministrative della Chiesa.
- Origini umili: Grech proviene da un’isola con meno di 40.000 abitanti, rafforzando la sua immagine di semplicità.
- Riforme sinodali: Come segretario del Sinodo, ha contribuito a implementare il modello di consultazione ampia di Francesco.
- Sostegno di Francesco: La sua vicinanza al papa potrebbe attirare i voti dei cardinali progressisti.
Juan Jose Omella: lo spagnolo della giustizia sociale
Juan Jose Omella, arcivescovo di Barcellona, è un cardinale di 79 anni la cui traiettoria riflette i valori di semplicità e impegno verso i poveri promossi da Francesco. Nato in un villaggio nel nord-est della Spagna, Omella ha dedicato la sua carriera alla cura pastorale e alla promozione della giustizia sociale. La sua esperienza come missionario nello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) e la collaborazione con l’ONG spagnola Manos Unidas, che combatte la povertà, evidenziano il suo focus umanitario.
Nominato cardinale nel 2016, Omella è considerato un progressista in un paese dove la Chiesa spagnola ha storicamente avuto un’influenza conservatrice. La sua età avanzata potrebbe essere un ostacolo, poiché i cardinali spesso preferiscono un papa più giovane per un pontificato lungo. Tuttavia, la sua umiltà e l’allineamento con le priorità di Francesco lo rendono un candidato rispettato.
Omella ha dichiarato che la Chiesa deve guardare il mondo attraverso gli occhi dei poveri, una visione che riecheggia il pontificato di Francesco. La sua capacità di dialogare con diversi settori della società spagnola, inclusi i più secolarizzati, potrebbe essere un vantaggio in un conclave che cerca un leader capace di affrontare la secolarizzazione globale.
Pietro Parolin: il diplomatico favorito
Pietro Parolin, 70 anni, è l’attuale Segretario di Stato vaticano, un ruolo che lo rende il “vice-papa” nella gerarchia della Chiesa. Italiano con una lunga carriera diplomatica, Parolin è stato ambasciatore vaticano in Venezuela e architetto di accordi con Cina e Vietnam. La sua abilità nel gestire questioni geopolitiche complesse lo posiziona come uno dei favoriti nel conclave.
Parolin ha affrontato critiche da parte dei conservatori per il suo accordo con la Cina sulla nomina dei vescovi, ma lo ha difeso come un modo per evitare uno scisma. Il suo approccio discreto nelle “guerre culturali” della Chiesa, come i dibattiti su aborto e diritti LGBT, lo rende un potenziale candidato di consenso, capace di unire fazioni progressiste e conservatrici.
- Esperienza diplomatica: Parolin ha servito in paesi come Messico e Nigeria.
- Vicinanza a Francesco: Come Segretario di Stato, ha implementato molte delle politiche del papa.
- Età ideale: A 70 anni, unisce esperienza e vitalità per un pontificato.
Luis Antonio Tagle: il “Francesco asiatico”
Luis Antonio Tagle, noto come “Chito”, è un cardinale filippino che rappresenta la crescente influenza dell’Asia nella Chiesa. Le Filippine, con oltre 80 milioni di cattolici, sono un importante centro cattolico, e l’energia e il carisma di Tagle lo rendono un possibile primo papa asiatico. Ordinato sacerdote nel 1982, ha servito come vescovo di Imus e arcivescovo di Manila prima di diventare cardinale nel 2012.
Spesso paragonato a Francesco per il suo focus sulla giustizia sociale e il suo approccio accessibile, Tagle è stato trasferito in Vaticano nel 2019 per guidare il Dicastero per l’Evangelizzazione, aumentando la sua visibilità globale. La sua origine filippino-cinese simboleggia la diversità culturale della Chiesa.
Tuttavia, alcuni cardinali potrebbero esitare a sceglierlo a causa della sua relativa mancanza di esperienza amministrativa in Vaticano. Nonostante ciò, la sua popolarità tra i fedeli e la sua capacità di connettersi con le basi cattoliche lo rendono un forte contendente.
Joseph Tobin: un americano improbabile
Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, Stati Uniti, 72 anni, è un candidato meno probabile ma rilevante. Conosciuto per la sua apertura verso le persone LGBTQIA+ e per la gestione trasparente dello scandalo di abusi sessuali che ha coinvolto il cardinale Theodore McCarrick, Tobin ha ricoperto ruoli in Vaticano prima di diventare cardinale nel 2016.
Ex alcolista in recupero, l’approccio pastorale di Tobin risuona con lo stile di Francesco. La sua esperienza nel gestire crisi nella Chiesa americana lo rende un leader collaudato, ma la scelta di un papa americano è considerata improbabile a causa del peso politico degli Stati Uniti sullo scenario globale.
Peter Turkson: la speranza africana
Peter Turkson, cardinale ghanese di 76 anni, rappresenta la possibilità di un papa africano, un evento storico per la Chiesa. Nato in una famiglia umile, Turkson è stato arcivescovo di Cape Coast e ha guidato il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, promuovendo temi come i cambiamenti climatici e i diritti umani. La sua esperienza pastorale e amministrativa lo rende un candidato versatile.
L’Africa è una delle regioni a più rapida crescita del cattolicesimo, e l’elezione di Turkson potrebbe riflettere questa realtà. La sua partecipazione a eventi globali, come il Forum Economico di Davos, dimostra la sua capacità di dialogare con i leader mondiali. Tuttavia, la sua età avanzata potrebbe essere un fattore limitante.
Matteo Zuppi: il “Bergoglio italiano”
Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, è un italiano di 69 anni noto per il suo impegno verso i poveri e i migranti. Soprannominato “Padre Matteo”, evita le formalità, spesso usando una bicicletta invece di un’auto ufficiale. La sua nomina a presidente della Conferenza Episcopale Italiana nel 2022 ha rafforzato la sua influenza.
Visto come un continuatore dell’eredità di Francesco, Zuppi affronta critiche da parte delle vittime di abusi sessuali, che sottolineano la lentezza della Chiesa italiana nel affrontare il problema. La sua elezione segnerebbe il ritorno di un papa italiano, evento che non si verifica dal 1978, e potrebbe piacere ai cardinali che cercano un leader familiare con le dinamiche vaticane.
Il processo del conclave: come funziona
Il conclave è uno degli eventi più antichi e riservati della Chiesa Cattolica. Dopo la morte di un papa, i cardinali sotto gli 80 anni si riuniscono nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo pontefice. Il processo, regolato dal Codice di Diritto Canonico e dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, richiede una maggioranza dei due terzi.
Ogni turno di votazione è seguito dalla combustione delle schede, con fumo bianco che segnala l’elezione di un nuovo papa e fumo nero che indica che il processo continua. Il conclave può durare giorni o settimane, anche se gli ultimi, come quello del 2013 che ha eletto Francesco, sono stati rapidi, concludendosi in due giorni.
- Preparazione: Il camerlengo, attualmente il cardinale Kevin Farrell, gestisce la Sede Vacante.
- Segretezza: I cardinali prestano un giuramento di silenzio, e la Cappella Sistina è isolata.
- Annuncio: Il nuovo papa viene presentato con la frase “Habemus Papam”.
Sfide per il prossimo papa
Il prossimo papa erediterà una Chiesa in trasformazione. La secolarizzazione in Europa, la crescita del cattolicesimo in Africa e Asia e le tensioni interne tra progressisti e conservatori sono alcune delle sfide principali. Francesco ha aperto dibattiti su temi come il diaconato femminile, il celibato clericale e l’inclusione delle persone LGBTQIA+, ma molte questioni rimangono irrisolte.
Gli scandali di abusi sessuali continuano a minare la credibilità della Chiesa, richiedendo un leader capace di implementare riforme strutturali. La crisi climatica, una priorità di Francesco, probabilmente resterà centrale, insieme al dialogo interreligioso in un mondo segnato da conflitti.
Cronologia del conclave
Il processo di selezione del nuovo papa segue un calendario ben definito, radicato nella tradizione e nel diritto canonico.
- 21 aprile 2025: Morte di papa Francesco, inizio della Sede Vacante.
- 6-11 maggio 2025: Probabile inizio del conclave, 15-20 giorni dopo la morte.
- Data da definire: Annuncio del nuovo papa, a seconda della durata del conclave.
L’eredità di Francesco e le aspettative
Francesco ha trasformato la Chiesa con la sua enfasi sulla semplicità, l’inclusione e la giustizia sociale. La sua morte lascia un vuoto, ma anche una Chiesa più diversa e globale. Il prossimo papa avrà il compito di consolidare le sue riforme o di reindirizzare la Chiesa verso un percorso più conservatore.
La scelta di un papa dal Sud del mondo, come Tagle o Turkson, potrebbe riflettere il cambiamento demografico del cattolicesimo, mentre un europeo, come Parolin o Zuppi, potrebbe rafforzare l’influenza tradizionale del continente. Indipendentemente dal risultato, il conclave del 2025 sarà un momento decisivo per il futuro della Chiesa Cattolica.

