Mike Hill spiega il design senza mostri per la creatura di Jacob Elordi in Frankenstein di NetflixPor Beatriz
6 min de leitura
![]() |
Mike Hill, truccatore pluripremiato e designer di effetti speciali, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Splash, della UOL, a San Paolo, questo lunedì (10). Ha descritto dettagliatamente il processo di caratterizzazione della creatura in “Frankenstein”, l’adattamento di Guillermo del Toro per Netflix, in anteprima mondiale il 7 novembre 2025. L’attenzione si concentra sulla visione di una figura umana vulnerabile, interpretata da Jacob Elordi, piuttosto che su un mostro terrificante.
La produzione, presentata in anteprima a festival come Venezia e Toronto, esplora i temi della creazione e dell’abbandono ispirati al romanzo di Mary Shelley del 1818. Hill, collaboratore abituale di Del Toro in film come “La forma dell’acqua”, ha sottolineato l’intenzione di umanizzare il personaggio sin dall’inizio delle riprese nel 2024.
Siga o Mix Vale no Google e veja nossas notícias primeiro
Il film presenta un cast stellare, tra cui Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein e Mia Goth in un doppio ruolo. L’approccio visivo riflette l’ossessione di Del Toro per l’argomento, sviluppata nel corso di decenni.
Collaborazione tra Hill e Del Toro
Guillermo Del Toro ha invitato Mike Hill a colazione nel 2023 per discutere del progetto. I due, fan del classico fin dall’infanzia, hanno immediatamente allineato le loro visioni. Del Toro, premio Oscar per “Il labirinto del fauno”, ha descritto la creatura come un'”anima appena nata”, ispirata alle statue di alabastro e alle illustrazioni gotiche di Bernie Wrightson.
Hill era d’accordo con il rifiuto degli elementi volgari, come le cicatrici visibili. Ha utilizzato riferimenti all’anatomia del XIX secolo, inclusi ritratti d’epoca e tecniche di dissezione. Il regista ha adattato la trama alla guerra di Crimea, permettendo a Victor di selezionare le parti dei soldati per comporre lo sfondo.corpo.
Il duo ha evitato il look mostruoso di Boris Karloff del 1931, optando per i toni eterei dell’avorio, dell’azzurro e del viola. Del Toro ha inviato foto di sculture rinascimentali per guidare la tavolozza dei colori.
Processo di creazione della protesi
La costruzione è iniziata con una scansione 3D del corpo di Jacob Elordi, effettuata in Australia. Hill ha stampato una replica in scala reale per fondere le protesi in silicone medico. L’attore, scelto nove settimane prima delle riprese, si è adattato rapidamente al concetto.
Ogni sessione di trucco durava fino a 10 ore, a partire da mezzanotte. Il team ha applicato 42 pezzi di protesi, di cui 14 sul viso e sul collo. Il corpo ha ricevuto una verniciatura dettagliata per simulare sottili giunzioni, come un mosaico di tessuti.
- 14 protesi per testa e collo, incentrate sulle sottili espressioni facciali.
- 28 parti del corpo, muscoli in espansione come i deltoidi per trasmettere forza controllata.
- I materiali siliconici consentivano movimenti fluidi, evitando rigidità.
La rimozione ha richiesto 90 minuti, utilizzando una sauna gonfiabile per allentare i pezzi. Hill ha elogiato la pazienza di Elordi, cheNon si è mai lamentato delle lunghe ore.
Scelta di Jacob Elordi per il ruolo
Andrew Garfield ha lasciato il progetto a causa di conflitti di programmazione, lasciando spazio a Elordi. Del Toro vedeva nell’attore australiano, alto 1,96 metri, il fisico ideale per un “soldato resuscitato da una fossa comune”. Hill ha guardato i video delle interviste di Elordi, notando la sua postura rilassata e innocente.
L’attore si è immerso nei film classici sulle creature, come “Lo sposo di Frankenstein”, insieme a Hill. Ha descritto il processo come una “metamorfosi”, l’ingresso in uno stato meditativo durante l’applicazione. Del Toro ribadisce: “Jacob ha portato Mia Goth su 200 gradini di marmo senza lamentarsi.”
Elordi incarnava la vulnerabilità, in contrasto con la furia successiva. La sua interpretazione ha ricevuto elogi alle anteprime, con i critici che hanno evidenziato l’evoluzione del personaggio da “bambino” a persona pensante.
Dettagli sulla caratterizzazione tecnica
Il design ha evitato cuciture esplicite, optando per linee senza soluzione di continuità ispirate alle crocifissioni bibliche. Hill ha creato un motivo geometrico colorato per mappare le sezioni muscolari, come un “dipingere con i numeri” anatomico. I toni perlati e viola simulavano la traslucenza della pelle dissanguata.
La creatura inizia calva, a simboleggiare la nascita, e si evolve con i capelli man mano che impara. Gli abiti d’epoca, come le spesse pellicce, furono adattati per le scene artiche. La mostra “Frankenstein: Crafting a Tale Eternal”, a Londra fino al 9 novembre, espone schizzi e protesi.
Hill ha lavorato nell’oscurità, con il rumore del tuono, per immergersi nel XIX secolo.risultato: una figura fragile e bella, in linea con la visione di Del Toro dell’imperfezione come santità.
Influenze storiche sul look
Mary Shelley scrisse “Frankenstein” nel 1816, influenzata dagli esperimenti galvanici. Del Toro ha ambientato il film nel 1850, incorporando i progressi scientifici dell’epoca. Hill ha effettuato ricerche su teschi frenologici e manuali anatomici per ottenere texture realistiche.
Il regista ha citato la sua stessa filmografia, come i vampiri pallidi in “Cronos” e “Blade II”, come prove per questo look. La creatura riflette la dualità: orrore della creazione e purezza dell’anima.
La produzione ha utilizzato luoghi come una torre dell’acqua abbandonata per il laboratorio di Victor. La colonna sonora di Alexandre Desplat, collaboratore di “The Shape of Water”, aggiunge lirismo emotivo.
Evoluzione della creatura nel film
La narrazione è divisa nelle prospettive di Victor e della creatura, mostrando il suo viaggio dall’abbandono alla scoperta di sé. Elordi ha interpretato le prime scene come un “neonato”, con movimenti scoordinati. Successivamente acquisisce una voce rauca, ispirata dalle letture di Shelley.
Del Toro ha insistito sull’assenza di volgarità, rendendo “bello” l’atto della creazione. La creatura interagisce con Elizabeth (Mia Goth), rappresentando la natura contro la scienza. Il suo aspetto cambia con l’ambiente, da un sotterraneo umido al ghiaccio artico.
I critici, come Rotten Tomatoes (85% di consensi), lodano l’umanizzazione. Il film dura 2 ore e 29 minuti ed è idoneo per i premi 2026.















