L’ex campione Joseph Parker fallisce il test antidroga per la cocaina e rischia il divieto di boxePor Beatriz
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Il pugile neozelandese Joseph Parker, ex campione mondiale dei pesi massimi WBO, è risultato positivo alla cocaina in un test antidoping effettuato il 25 ottobre, il giorno del suo incontro contro il britannico Fabio Wardley, a Londra. La sostanza, vietata dalle regole sportive, è stata rilevata dall’Associazione Volontaria Antidoping (VADA), cosa che potrebbe portare ad una sospensione fino a due anni o più. Parker, 33 anni, ha perso l’incontro per KO tecnico all’undicesimo round e ora deve affrontare un’indagine da parte del British Boxing Board of Control (BBoC) e del UK Anti-Doping (UKAD).
La sconfitta contro Wardley è avvenuta alla O2 Arena e gli è valsa la cintura WBO provvisoria, con il vincitore che è diventato lo sfidante obbligatorio del campione indiscusso Oleksandr Usyk. Parker era in testa alla classifica dei giudici fino al momento dell’interruzione, ma il risultato è ora sotto esame a causa del doping. Il team neozelandese ha confermato il risultato negativo del campione A e prevede di testare il campione B per contestare la decisione.
Contesto della lotta contro Wardley
La lotta tra Parker e Wardley è stata caratterizzata fin dall’inizio da intensi scambi di colpi, con il neozelandese che ha controllato i primi round attraverso jab precisi e difese solide. Wardley, 30 anni, è cresciuto verso la fine, sferrando una serie di montanti che hanno spinto il suo avversario contro le corde. L’arbitro Howard Foster ha interrotto l’incontro al 2:37 dell’undicesimo round, una decisione che ha acceso il dibattito tra gli esperti sulla prematura interruzione.
Parker era arrivato imbattuto nei suoi ultimi sei incontri, comprese le vittorie su Deontay Wilder e Zhilei Zhang, che lo avevano reso il favorito. La scelta di affrontare Wardley, piuttosto che aspettare Usyk, ha rappresentato un rischioho calcolato che ora si aggrava il caso del doping.
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Carreira de Joseph Parker senza box
Parker ha iniziato il suo percorso professionale nel 2012 ed è rapidamente salito nella categoria dei pesi pesati, conquistando il titolo WBO nel 2016 eliminando Andy Ruiz per decisione unanime. Ha difeso la cintura due volte prima di perderlo per Anthony Joshua nel 2018, in battaglia per l’unificazione dei titoli. Nel corso di 40 combattimenti, accumula 36 vittorie, 24 per nocauto e quattro derrotas.
Il neozelandese è conosciuto per la sua resistenza e tecnica, addestrato da Kevin Barry, e rappresenta l’Oceania in un scenario dominato da atleti europei e nordamericani. Le sue attenzioni contro Dillian Whyte e Joe Joyce nel 2022 hanno dimostrato la capacità di recupero dopo la regressione.
- Vittorie degne di nota: Deontay Wilder (2024, decisione), Zhilei Zhang (2024, TKO).
- Principali sconfitte: Anthony Joshua (2018, decisione), Joe Joyce (2022, knockout).
- Titoli: pesi massimi WBO (2016-2018).
Regole antidoping nella boxe professionistica
VADA effettua test rigorosi in occasione di eventi di alto livello, raccogliendo campioni di urina e sangue per rilevare sostanze come la cocaina, classificate come ricreative ma vietate nelle competizioni. Il metabolita della benzoilecgonina può essere identificato fino a quattro giorni dopo l’uso, il che suggerisce un consumo recente in relazione all’esame di Parker.
BBoC e UKAD seguono il Codice mondiale antidoping, con punizioni che variano a seconda delle intenzioni e della storia dell’atleta. I casi precedenti includono:
Liam Cameron, pugile britannico, ha ricevuto una sospensione di quattro anni nel 2019 per un metabolita della cocaina. Secondo le regole aggiornate, Adam Rusling della Rugby League avrà tre mesi nel 2024 per cocaina e MDMA.
L’indagine di Parker stabilirà la priorità se l’uso è stato intenzionale o accidentale, con una possibile riduzione della pena fino a un anno se viene dimostrato che non vi è alcun vantaggio in termini di prestazioni.
Possibili punizioni e passaggi successivi
Parker e la sua squadra hanno espresso sorpresa per il risultato, affermando che il ritiro si è svolto senza irregolarità. Il neozelandese è in vacanza con la famiglia e non si ha data di ritorno, ma fontiindicare interesse per una rivincita contro Wardley o Joshua dopo che il caso sarà risolto. Il BBoC ha avviato l’analisi formale, la cui decisione è attesa entro poche settimane.
La sospensione provvisoria impedisce già a Parker di partecipare a eventi sanzionati, influenzando le negoziazioni per i combattimenti futuri. Wardley, ora detentore della cintura ad interim, affronta Usyk nel 2026, consolidando la sua ascesa nella divisione.
Cronologia simile
Altri atleti di boxe hanno dovuto affrontare dilemmi simili, evidenziando la tolleranza zero verso le sostanze vietate. Nel 2018, il caso di Cameron ha costituito un precedente per lunghe punizioni per i test positivi sulla cocaina. Negli sport di squadra, come il rugby, sanzioni più brevi riflettono contesti di utilizzo al di fuori della competizione.
Parker, con una carriera consolidata, può ricorrere alle udienze per mitigare gli impatti, ma l’episodio rafforza la crescente vigilanza nel pugilato. La WBO monitora gli sviluppi per eventuali adeguamenti alle classifiche.
Il caso ha avuto ripercussioni globali, con dibattiti sull’equilibrio tra punizione e riabilitazione negli sport di contatto.







