Tragedia nel salto senza corda a Cordeirópolis: gli istruttori arrestati dicono alla polizia di non essersi ricordati di controllare
L’edizione di domenica (14) del programma Fantástico ha raccontato la morte di una giovane donna in un incidente durante il salto con la corda nella città di Cordeirópolis, nell’entroterra di San Paolo. L’inchiesta giornalistica ha pubblicato parte delle testimonianze fornite alla Polizia Civile dalle tre persone detenute in relazione all’incidente. Nei verbali gli imputati affermavano di non ricordare chi avesse il compito specifico di montare e controllare le dotazioni di sicurezza prima della caduta mortale.
Per contestualizzare l’incidente, il tipo di salto con la corda utilizzato nell’incidente è diverso dal noto salto con l’elastico. Utilizza cavi fissi, senza alcuna capacità di allungamento, provocando un movimento di oscillazione a pendolo dopo la discesa. Al contrario, il più popolare salto con l’elastico utilizza corde elastiche che consentono più rimbalzi alla fine della caduta. Questa distinzione è fondamentale per comprendere le dinamiche di sicurezza e i rischi coinvolti in ciascuna pratica.
La vittima, Maria Eduarda Rodrigues de Freitas, di 21 anni, ha avuto la vita interrotta quando è stata lanciata da una struttura elevata senza essere adeguatamente collegata al sistema di protezione. Le registrazioni effettuate dagli spettatori hanno catturato il momento in cui la ragazza veniva sollevata e poi lanciata dai responsabili, senza alcun collegamento visibile al cavo di sicurezza.
Luis Felipe Feliciano Egoroff, uno dei detenuti, nella sua testimonianza davanti alle autorità, ha riferito che il costo addebitato per ogni salto era di 180 R$. Ha inoltre sottolineato che il gruppo operativo non ha rispettato una rigorosa separazione dei compiti durante l’esecuzione dei lanci e che l’ispezione degli accessori di sicurezza è stata condotta collettivamente, sollevando dubbi sulla chiarezza delle responsabilità.
“In alcune occasioni, uno di noi non installa, un altro controlla, un altro controlla e un terzo installa. A volte, uno esegue l’azione e l’altro si avvicina per confermare la correzione. Ha funzionato così, più o meno”, ha riferito l’individuo nella sua dichiarazione.
Interrogato dai responsabili delle indagini sul suo ruolo nell’installazione dei dispositivi di sicurezza o nel controllo finale prima del salto di Maria Eduarda, Luis Felipe ha affermato di avere una completa mancanza di memoria di quanto accaduto.
Maicon Fernandes Cintra, un altro istruttore anch’egli detenuto, ha confermato la sua partecipazione alle procedure di verifica dello strumento. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se avesse tenuto una conferenza specifica sul caso dello studente, la sua risposta è stata altrettanto negativa, sostenendo di non avere memoria del fatto.
La corporazione di polizia continua a indagare sull’episodio, trattandolo come un possibile omicidio doloso, caratterizzato dall’assunzione del rischio di provocare la morte, anche senza che vi sia uno scopo diretto di uccidere. Delle sei persone coinvolte nell’organizzazione e nello svolgimento dell’evento, tre restano in stato di detenzione, essendo proprio coloro che hanno sollevato e gettato lo studente dalla struttura sopraelevata, il che rafforza il focus dell’indagine sulle azioni dirette che hanno portato alla tragedia.
La difesa degli istruttori sostiene che le persone coinvolte erano sotto shock
Secondo le dichiarazioni di Rafael Gomes dos Santos, difensore legale dei tre arrestati, i rappresentati dimostrano l’incapacità di articolare una spiegazione per gli eventi, trovandosi in un profondo stato di disagio emotivo.
“Sono sotto shock e non riescono a dare una spiegazione all’accaduto, soprattutto perché praticano questa attività da molti anni e non hanno mai assistito a un evento simile prima”, ha affermato l’avvocato.
La Polizia Civile sta indagando anche sulla scomparsa di una macchina fotografica che presumibilmente era con Maria Eduarda nel momento in cui ha effettuato il salto. Secondo le indagini finora il dispositivo elettronico non è stato localizzato.
I funerali di Maria Eduarda hanno avuto luogo questa domenica, 14, nella città di Jandira, situata nella regione metropolitana di San Paolo.
















