Fine di un’era: muore dopo 1200 anni di storia la leggendaria quercia della foresta di Sherwood, associata a Robin Hood
Un punto di riferimento naturale e storico in Inghilterra, la quercia conosciuta come Major Oak, che si trova nella foresta di Sherwood da circa 1.200 anni, è stata dichiarata morta. La notizia, che scuote ambientalisti e amanti della leggenda di Robin Hood, è stata confermata dalla Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), che ha riferito che l’albero non ha prodotto nuove foglie questa primavera.
Questo imponente esemplare botanico, parte intrinseca del folklore britannico, simboleggia più di un semplice albero. Era il presunto nascondiglio di Robin Hood e della sua banda di fuorilegge, diventando nel corso dei secoli un punto di pellegrinaggio per milioni di visitatori. La sua perdita rappresenta un lutto per la natura e l’eredità culturale del Regno Unito.
Il gigante della foresta che visse per millenni
Con una chioma che si estende per 28 metri e un tronco di 11 metri di circonferenza, la quercia maggiore era riconosciuta come uno degli alberi più grandi del Regno Unito. La sua esistenza ha attraversato imperi, guerre e innovazioni, testimoniando la storia vivente del paese. L’imponenza della sua struttura era tale che, fin dall’inizio del XX secolo, i suoi rami più pesanti furono sostenuti da paletti per evitarne il crollo, e negli anni ’70 fu eretta una recinzione per proteggerla dai contatti diretti.
La longevità del Maggiore Oak era affascinante, ma lo rendeva anche vulnerabile alle pressioni del tempo e dell’azione umana. La quercia era un monumento naturale, una presenza costante nello scenario del famoso bosco, e la sua immagine era inseparabile dalle storie che incantano generazioni.
Minacce moderne e un’eredità insostenibile
Scienziati ed esperti indicano una combinazione di fattori come causa della morte del maggiore Oak. La compattazione del terreno attorno alla sua base, conseguenza diretta dell’intensa visita di milioni di turisti, è stata uno dei principali colpevoli. Il terreno, un tempo fertile e poroso, si è trasformato in una superficie dura quasi quanto il cemento, rendendo difficile per le radici dell’albero assorbire nutrienti e acqua.
Oltre alla pressione turistica, le recenti forti ondate di caldo e la prolungata siccità nel Regno Unito hanno contribuito in modo significativo al declino della quercia. Reg Harris, responsabile della gestione degli alberi presso Urban Forestry, una società che monitorava la Major Oak, ha sottolineato che l’indebolimento dell’albero ha coinciso con cinque estati di temperature estremamente elevate e siccità. Ha citato, ad esempio, il luglio 2022, quando nel Regno Unito si è registrata una temperatura record di 40 gradi Celsius. Questi eventi estremi, intensificati dal cambiamento climatico globale, hanno esacerbato la già compromessa situazione del suolo.
Sforzi per salvare l’icona della foresta di Sherwood
Nonostante le precauzioni, il team di conservazione del Major Oak ha lavorato duramente per cercare di invertire il danno ambientale. Simon Parfey, direttore di Soilbiolab e membro del team, ha dichiarato in una dichiarazione che, sebbene siano stati osservati alcuni segni di vitalità, il danno era già profondamente radicato ed era irreversibile.
La perdita della quercia maggiore funge da forte avvertimento sulla fragilità degli antichi ecosistemi di fronte al progresso umano e ai cambiamenti climatici. La necessità di bilanciare la conservazione del patrimonio naturale con l’accesso del pubblico sta diventando sempre più evidente, costringendo a riflettere su nuove strategie per proteggere tesori naturali simili in tutto il mondo. La foresta di Sherwood, anche se perderà la sua quercia più famosa, continuerà a essere un santuario di biodiversità e storia, ma l’assenza della quercia maggiore lascerà un vuoto che richiederà secoli per essere colmato.
















