L’osservatorio descrive in dettaglio la differenza chiave tra eruzioni ed episodi di attività sul vulcano Kilauea
L’Osservatorio vulcanologico delle Hawaii (HVO) ha fornito spiegazioni dettagliate sulla recente esplosione del vulcano Kilauea, chiarendo la distinzione tecnica cruciale tra una “eruzione” e un “episodio” di colate laviche. L’obiettivo di questa comunicazione è chiarire la natura degli eventi osservati nel cratere Halemaʻumaʻu, che ha mostrato un comportamento continuo e ciclico. Le informazioni divulgate si basano su un rigoroso lavoro di monitoraggio e sull’analisi dei dati sismici e di deformazione del suolo.
Le segnalazioni del 14 giugno hanno sottolineato la provenienza del materiale espulso nel corso del 49° episodio, con immagini riprese alle 11:01 che mostrano il rilascio della lava e, successivamente, alle 17:59, la scena dopo la cessazione dell’attività. Durante questo specifico periodo, solo l’apertura settentrionale ha rilasciato getti di lava, mentre l’apertura meridionale ha presentato solo schizzi e colate di minore intensità. Durante i periodi di inattività, le fessure trasudano vapore acqueo e gas vulcanici, risultando in un denso pennacchio bianco, come documentato dalla fotocamera V2cam dell’USGS.
Negli ultimi diciotto mesi, la ricorrente e sorprendente eruzione nella zona sommitale del Kilauea ha già visto 49 episodi di rilascio di lava, di cui il cinquantesimo previsto per la prossima settimana. Questa frequenza solleva la discussione sulla terminologia appropriata: perché questi fenomeni vengono classificati come episodi e non come eruzioni isolate? La spiegazione sta nella continuità dell’attività magmatica sotterranea, anche con interruzioni sulla superficie del vulcano.
Dal 23 dicembre 2024 il vulcano ha seguito uno schema di comportamento regolare e ciclico. Ogni sequenza inizia con schizzi e traboccamenti precursori da uno o entrambi i crateri su Halemaʻumaʻu, che possono durare da poche ore a diversi giorni, precedendo quasi ogni episodio. L’attività evolve poi in getti di lava provenienti da uno o entrambi i crateri, operando per periodi che vanno da 4,5 ore a più di 8 giorni, per poi terminare con una pausa nel rilascio della lava in superficie.
Approfondire la differenza tra un’eruzione ed episodi vulcanici
Un’eruzione vulcanica avviene quando il magma accumulato nel sottosuolo risale e raggiunge la superficie, manifestandosi attraverso colate laviche effusive, getti di materiale incandescente o colonne eruttive esplosive. In alcune situazioni un’eruzione può subire brevi interruzioni o pause nella fuoriuscita della lava, anche se il magma continua a muoversi o ad accumularsi al suo interno. Poiché i getti di lava si sono ripetuti costantemente dalle stesse due bocche principali (nord e sud) dal dicembre 2024, l’Osservatorio vulcanologico USGS Hawaii designa questi intervalli come episodi all’interno di un’eruzione continua in corso sul vulcano Halemaʻumaʻu.
Nella storia dell’attività del Kilauea, quando le pause superavano i 90 giorni, era comune vedere un periodo di inattività più lungo o l’emergere di una nuova eruzione in un’altra parte del vulcano. Tuttavia, nonostante le temporanee interruzioni dell’attuale eruzione sommitale del Kilauea, i dati di monitoraggio indicano che il vulcano rimane in uno stato di intensa attività e l’eruzione non è giunta al termine, anche quando la lava non è visibile in superficie. L’eruzione episodica in corso mantiene livelli di attività da moderati ad elevati durante le pause, che includono la deformazione del terreno, scuotimenti sismici e il rilascio costante di gas vulcanici.
Metodi di previsione dell’Osservatorio delle Hawaii per l’attività del vulcano
Gli inclinometri installati sulla sommità del Kilauea registrano una pendenza deflazionistica durante gli eventi eruttivi, indicando l’uscita del magma dalla camera verso la superficie. Al termine di ogni episodio, si verifica un rapido passaggio dalla deflazione all’inflazione poiché la pressione nella regione del vertice viene ristabilita. Questo ciclo ricorrente di deflazione durante gli episodi e di inflazione durante i periodi di pausa è lo strumento principale utilizzato dall’Osservatorio Vulcanologico delle Hawaii (HVO) per stimare la prossimità di un nuovo evento, in base al volume espulso e alla velocità di ripressurizzazione.
Durante i periodi di getti lavici, le stazioni sismiche situate sulla sommità del Kilauea e nelle zone adiacenti rilevano intensi tremori vulcanici, che segnalano il movimento dei fluidi interni. Durante le pause il tremore generalmente diminuisce, ma non cessa del tutto, persistendo con intensità variabili, influenzate dall’emissione di gas vulcanici, dalla profondità del magma nelle aperture e da altre caratteristiche geologiche.
Anche i tassi di emissione di gas nella regione sommitale del Kilauea rimangono elevati negli intervalli tra gli episodi di eruzione, con rilasci di anidride solforosa che spesso variano tra 1.000 e 5.000 tonnellate al giorno. Questi valori sono notevolmente più alti di quelli registrati prima dell’inizio dell’attuale eruzione, quando le emissioni di anidride solforosa erano inferiori alle 120 tonnellate al giorno.
Il modello di episodi con pause non è esclusivo dell’attuale eruzione. Ad esempio, nei primi tre anni e mezzo dell’eruzione della zona di rift del Medio Oriente del Kilauea a Pu’u’ō’ō, sono stati osservati anche eventi episodici di zampillo simili a quelli attualmente in corso al vertice. A quel tempo, le interruzioni o i periodi di riposo tra gli episodi erano, in media, più lunghi di oggi, con il massimo che raggiungeva i 65 giorni, offrendo un significativo parallelo storico per comprendere le dinamiche attuali.
Ad oggi, queste brevi interruzioni tra gli episodi, che in genere durano da giorni a settimane, sono state accompagnate da intense scosse sismiche, gas vulcanici e deformazione del suolo. Questi indicatori spesso evolvono in attività eruttiva di basso livello prima della continua emissione di getti di lava, segnalando tutti l’alta probabilità che un altro evento di zampillo sia vicino.
L’Osservatorio Vulcanologico delle Hawaii (HVO) monitora attentamente i dati per identificare eventuali segni di movimento del magma in un’altra parte del vulcano, che potrebbe indicare un cambiamento nell’eruzione in corso o forse l’inizio di una nuova eruzione in una posizione diversa. Sebbene non sia possibile prevedere la fine o il modo in cui finirà questa eruzione, l’osservazione di modelli coerenti nel monitoraggio dei dati successivi alla fine di un episodio di zampillo suggerisce un’alta probabilità che si verifichi un altro evento di zampillo alle bocche settentrionali e/o meridionali del vulcano Halemaʻumaʻu.
Condizioni attuali e livelli di allerta dei vulcani Kilauea e Mauna Loa
Il Kilauea ha subito un’eruzione episodica dalla sua caldera sommitale dal 23 dicembre 2024. Lo United States Geological Survey (USGS) mantiene il suo livello di allerta vulcanica classificato come ATTENZIONE.
Il 49° episodio di eruzione lavica in vetta è durato 7,5 ore il 14 giugno. L’inflazione nella regione della vetta, rilevata dalla fine di questo evento, suggerisce l’imminenza di un nuovo evento. I modelli attuali prevedono che il cinquantesimo episodio si verificherà con maggiore probabilità tra il 23 e il 27 giugno.
Nessuna anomalia è stata registrata nelle zone di rift est o sud-ovest del Kilauea. Mauna Loa non mostra attività eruttiva e il suo livello di allerta vulcanica, secondo l’USGS, è NORMALE.
Nell’ultima settimana sono stati registrati quattro terremoti nelle Isole Hawaii: un terremoto di magnitudo 2,5, avvenuto 15 km a sud di Honoka’a e a 27 km di profondità, il 18 giugno, alle 2:11; un altro di magnitudo 4,5, 17 km a sud-est di Pahala e profondo 33 km, il 17 giugno, alle 2:14; un terzo, di magnitudo 2,8, 8 km a sud di Honaunau-Napoopoo e a 22 km di profondità, il 14 giugno, alle 11:16; e infine, un terremoto di magnitudo 3,1, 6 km a ovest di Kahaluu-Keauhou e 5 km di profondità, il 12 giugno, alle 21:48.
















