L’offensiva ucraina distrugge i centri logistici in Russia e aggrava la crisi del carburante
Le forze ucraine hanno effettuato durante la notte attacchi su larga scala alla Russia centraleDa venerdì 17 luglio a sabato 18 luglio 2026, prendendo di mira importanti magazzini e un impianto petrolifero. L’offensiva, confermata da Kiev e dalle autorità locali russe, mira a smantellare la catena di approvvigionamento utilizzata per la produzione di droni e apparecchiature di navigazione, intensificando le “sanzioni di vasta portata” imposte dall’Ucraina contro la Russia. Gli attacchi hanno contribuito alla crescente carenza di carburante e all’aumento dei prezzi in diverse regioni russe.
Obiettivi strategici e legame con la produzione di droni
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha confermato sabato che le truppe ucraine hanno colpito due strutture logistiche cruciali nelle regioni di Mosca e Tambov. Ha sottolineato che questi luoghi sono stati utilizzati per fornire “componenti autorizzati per la produzione di droni e apparecchiature di navigazione” dall'”aggressore”, secondo un post sui suoi social network. Durante l’operazione è stata danneggiata anche un’installazione petrolifera, indicando un focus strategico sulle infrastrutture vitali.
Intensità degli attacchi di droni sulla capitale russa
Sabato stesso, il sindaco di Mosca, Serguei Sobyanin, ha riferito che sono stati rilevati 370 droni diretti verso la regione metropolitana. Le difese aeree locali hanno “neutralizzato” la maggior parte degli aerei, 64 dei quali sono stati abbattuti prima di raggiungere i loro obiettivi. Le immagini pubblicate sui social media sembravano mostrare un grande incendio in uno dei luoghi attaccati, ritenuto essere un magazzino appartenente a Wildberries, un grande rivenditore online russo fondato dalla multimilionaria Tatyana Kim.
Risposte reciproche nel conflitto
L’escalation degli attacchi logistici non è unilaterale. La Russia, a sua volta, ha attaccato sistematicamente le infrastrutture logistiche dell’Ucraina, compresi i centri di smistamento di Nova Poshta, un servizio postale ucraino privato. Il Ministero della Difesa russo giustifica queste azioni affermando che le strutture vengono utilizzate per immagazzinare e assemblare droni. A giugno, un attacco missilistico russo ha distrutto il terminal più grande di Nova Poshta, secondo l’amministratore delegato della compagnia, Yevhen Tafiichuk.
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Allo stesso tempo, l’aeronautica ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato durante la notte 90 droni d’attacco e sette missili contro l’Ucraina, concentrati nella regione di Odessa. Le difese aeree ucraine sono riuscite a intercettare un missile e 69 droni nelle prime ore di sabato.
L’escalation della crisi petrolifera colpisce la Russia
I recenti attacchi ucraini fanno parte di una strategia intensificata negli ultimi mesi contro le infrastrutture industriali ed energetiche russe a lungo raggio, in particolare raffinerie e depositi petroliferi. Questa offensiva ha generato conseguenze dirette per la popolazione e l’economia russa, risultando in:
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- Scarsità di benzina diffusa in vaste aree della Russia e dei territori occupati.
- Aumento significativo dei prezzi del carburante.
- Divieto di esportazione di gasolio da parte del Cremlino come misura per contenere l’impatto.
- Implementazione del razionamento del carburante in alcune regioni colpite.
Le misure indicano una crescente pressione sulle forniture energetiche interne della Russia, un riflesso del successo delle operazioni ucraine nel colpire i punti critici delle infrastrutture russe.
L’attacco di droni ferisce nove persone a Kherson
In un altro incidente, sabato mattina un attacco di droni ha colpito la città di Kherson, provocando il ferimento di almeno nove persone. L’informazione è stata confermata dall’amministrazione militare della regione di Kherson, evidenziando la continuità degli scontri e il loro impatto diretto sulla popolazione civile.
















