L’Ucraina utilizza i droni per trasportare robot negli attacchi aerei e marittimi
Nell’ultima escalation di innovazioni militari, l’Ucraina sta utilizzando una nuova tattica sul campo di battaglia: trasportare robot armati tramite droni aerei e navi senza pilota. Questo approccio mira a aggirare le difese nemiche e preservare la vita dei soldati, segnando un’evoluzione significativa nella guerra moderna.
L’offensiva ucraina ora include lanci aerei e atterraggi di robot anfibi. Queste piattaforme, che possono essere equipaggiate con armi o esplosivi, vengono portate direttamente nelle zone di combattimento, a dimostrazione della continua sperimentazione delle forze armate ucraine.
Le operazioni mediate dai droni consentono ai robot terrestri, che sarebbero naturalmente più lenti, di superare terreni difficili e le linee difensive russe. Queste tattiche sono cruciali per controbilanciare la superiorità numerica della Russia in termini di manodopera, consentendo all’Ucraina di effettuare attacchi pericolosi senza esporre i propri combattenti a rischi diretti.

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Un esempio notevole si è verificato venerdì 19 luglio, quando un video diffuso da un canale Telegram militare russo mostrava un drone esacottero ucraino che trasportava un robot terrestre sospeso ad un cavo. Secondo la piattaforma statale ucraina United24, il drone ha schierato un robot ARK-1 a quattro ruote, armato di mine anticarro, che si è mosso verso le posizioni russe. L’incidente ha suscitato una forte reazione sui social network filo-Cremlino.
Sebbene il completo successo di questa specifica missione non sia stato confermato, la tattica promette di aumentare la sopravvivenza dei robot di terra, aiutandoli a eludere la sorveglianza aerea russa e gli attacchi dei droni, oltre ad accelerare il loro avvicinamento agli obiettivi. Il robot ARK-1, ad esempio, può raggiungere una velocità di quasi 45 chilometri orari.
Un’altra operazione che ha coinvolto robot di terra ucraini è stata registrata il 25 giugno, nella penisola di Kinburn, una stretta striscia di terra che si estende nel Mar Nero e si collega alla riva sinistra dell’Oblast di Kherson, sotto occupazione russa.
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Le forze militari russe hanno conquistato la penisola di Kinburn nel giugno 2022 per controllare l’accesso dell’Ucraina meridionale al Mar Nero. Tuttavia, hanno iniziato il ritiro dalla penisola all’inizio di giugno di quest’anno, in risposta alle pressioni delle campagne ucraine di droni a medio e lungo raggio che hanno influito sulle loro linee di rifornimento.
Durante l’azione del 25 giugno, un video condiviso dal governo ucraino il 13 luglio ha rivelato una nave senza pilota che abbassava una rampa per far atterrare un robot terrestre nella contesa penisola di Kinburn. Il robot telecomandato ha utilizzato la sua mitragliatrice in quello che era considerato un combattimento “leggero”, culminato con l’innalzamento della bandiera ucraina. Michael Bohnert, ricercatore nel settore della difesa presso la RAND Corporation, ha descritto l’impresa come impressionante, ma ha avvertito che la tattica di attacco robotico anfibio potrebbe non essere ancora pronta per scenari di conflitto intensi.
Ampliare l’uso delle tecnologie robotiche e dei droni nel conflitto
Questi progressi avvengono in un contesto di crescente utilizzo di robot di terra da parte dell’Ucraina a partire dalla fine del 2025. Squadre combinate di droni e robot si sono dimostrate in grado di superare autonomamente le posizioni russe. Secondo United24, le missioni robotiche militari ucraine sono passate da meno di 7.500 a gennaio a più di 16.600 a giugno, spaziando dal trasporto di rifornimenti all’evacuazione dei feriti alla rimozione e posa di mine, nonché alla partecipazione diretta ai combattimenti.
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L’uso di droni per trasportare robot sul campo di battaglia è solo uno degli ultimi esempi di innovazioni tattiche ucraine dall’invasione russa nel febbraio 2022. L’esercito ucraino impiega anche grandi droni volanti per trasportare droni FPV esplosivi e persino palloncini ad alta quota per lanciare droni e missili d’attacco nel territorio russo. Anche le forze russe, a loro volta, hanno adottato la tattica dei droni da trasporto.
Inoltre, l’Ucraina ha dotato le imbarcazioni senza pilota della capacità di lanciare sciami di droni FPV per attaccare le postazioni militari russe sulla costa del Mar Nero. Una campagna in corso di attacchi di droni ucraini è già riuscita a interrompere efficacemente la spedizione russa di carburante, grano e altre forniture attraverso il Mar d’Azov.
L’ispirazione dalle tattiche ucraine è stata notevole, con l’esercito degli Stati Uniti che cercava di acquisire una nuova generazione di droni. L’esercito americano, ad esempio, ha inviato in combattimento le proprie imbarcazioni drone kamikaze per la prima volta durante la guerra con l’Iran, che ha avuto un grave impatto sulle rotte marittime cruciali nello Stretto di Hormuz, sottolineando la rilevanza globale di queste innovazioni sul campo di battaglia.
















