La moglie del soldato americano viene salvata dalla deportazione durante il volo e rilasciata dopo un mese di detenzione
Una cittadina brasiliana, sposata con un sergente dell’esercito degli Stati Uniti, è stata sorprendentemente allontanata da un volo che l’avrebbe riportata in Brasile. Maisa Lopes Eliaser, 32 anni, è stata rilasciata dalla custodia delle autorità americane per l’immigrazione venerdì 14 agosto 2026, dopo aver trascorso più di un mese in detenzione in un centro per immigrazione.
La detenzione e il percorso verso la tentata deportazione
Sullo stesso tema: L’offensiva militare americana distrugge i missili iraniani e cerca di riaprire le rotte commerciali in Medio Oriente
Maisa Lopes Eliaser era stata arrestata a luglio mentre partecipava a un’udienza con le autorità per l’immigrazione. Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, un giudice aveva emesso un ordine di espulsione definitiva, poiché era rimasta nel Paese dopo la scadenza del visto turistico, utilizzato al momento del suo ingresso nel 2019. Mercoledì 12 agosto 2026 è stata imbarcata su un volo per il Brasile, dando inizio al processo di espulsione.
Il colpo di scena inaspettato durante il volo di deportazione
Mentre l’aereo si dirigeva verso il Brasile, gli agenti del Servizio Immigrazione e Dogana degli Stati Uniti (ICE) hanno ricevuto una chiamata. Maisa ha riferito che, dopo la chiamata, un agente le ha chiesto se preferisse andare in Brasile o tornare negli Stati Uniti. Lei è rimasta sull’aereo, che ha cambiato rotta e l’ha riportata in Louisiana, mentre gli altri immigrati a bordo sono sbarcati nel Paese sudamericano. “Chi ha chiamato? Non lo sappiamo”, ha detto Alexis Jaramillo, marito di Maisa dal 2024 e sergente dell’esercito americano, esprimendo la sorpresa della coppia.
Copertura completa: Ultime Notizie (IT)
L’impatto psicologico e la battaglia per un futuro legale
La brasiliana è già a casa, ma gli agenti dell’Ice avrebbero commentato che era diventata “famosa” grazie ai video sul caso. Maisa ha descritto l’esperienza come un incubo e ha rivelato difficoltà nel dormire, oltre alla costante paura di essere portata nuovamente al centro di detenzione, dove ha detto di essere stata trattata “come un animale”. Il trauma persiste ancora e lunedì 17 agosto 2026 avrà una nuova udienza per cercare di ottenere la carta verde.
Polemica sulle politiche di immigrazione del personale militare
Il caso di Maisa Lopes Eliaser si inserisce in un contesto polemico più ampio. All’inizio di agosto, la stampa ha rivelato che decine di coniugi e genitori di militari americani erano stati arrestati dopo che l’amministrazione di Donald Trump aveva revocato le protezioni precedentemente concesse a queste famiglie. Il cambiamento nella politica di immigrazione di quell’amministrazione, che mirava a deportazioni di massa, ha suscitato grande preoccupazione e ha avuto un impatto diretto sulla vita di diverse famiglie di membri delle Forze Armate, come Maisa e Alexis.
Sostegno alla famiglia e attenzione da parte dei parlamentari democratici
Alexis Jaramillo, che ha prestato servizio nell’esercito americano per più di un decennio e lavora nel settore dell’aviazione, ha dovuto temporaneamente prendersi una pausa dalle sue attività di addestramento per prendersi cura del figlio di 5 anni di Maisa, dopo il suo arresto l’8 luglio. Dopo che il caso è stato ampiamente pubblicizzato, un gruppo di parlamentari democratici ha avviato un’indagine sulle deportazioni che colpiscono il personale militare e le loro famiglie. Jaramillo ha detto che anche il senatore democratico Mark Kelly, un ex ufficiale della marina dell’Arizona, ha seguito da vicino la situazione di sua moglie. Nonostante abbiano ricevuto garanzie che non ci saranno nuovi problemi, la coppia resta in apprensione e timorosa per il futuro. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, l’agenzia responsabile dell’ICE, non ha risposto alla richiesta di commento della stampa.

















