I dipendenti temono il controllo dei contenuti da parte dei proprietari sauditi di EA Sports

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EA sports Foto: EA sports - Instagram

Electronic Arts (EA) sta vivendo un momento di apprensione interna, con i dipendenti che esprimono preoccupazione che il nuovo management, legato ad investitori sauditi, possa esercitare il controllo sui contenuti del gioco. Il portale Game Developer ha rivelato i timori di diversi dipendenti, intervistati in forma anonima, dopo la recente acquisizione miliardaria della società. La transazione, del valore di 55 miliardi di dollari, ha rimosso EA dalla borsa e l’ha posta sotto il controllo di un consorzio guidato dal Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, con la partecipazione di Silver Lake e Affinity Partners. Internamente, il debito di 18 miliardi di dollari assunto da EA durante l’operazione fa già aumentare le aspettative di significativi tagli al personale.

Come l’influenza dei nuovi proprietari può modellare i progetti futuri

Il timore principale dei dipendenti non si riferisce ad ingerenze esplicite, ma piuttosto ad un graduale processo di autocensura che potrebbe indirizzare la direzione dei progetti ancor prima che questi vengano valutati formalmente. Un dipendente di EA, parlando con Game Developer, ha commentato la possibilità che “i progetti semplicemente non verranno approvati perché non si allineano esplicitamente con ciò che vuole il governo saudita, o implicitamente perché [EA penserà] ‘oh, proviamo ad adattare queste cose [per i nostri proprietari] perché se presentiamo qualcosa che al governo non piace o non approva, potrebbe essere un problema’.”

Il Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) ha già affrontato critiche per aver utilizzato i suoi investimenti in settori come l’intrattenimento e lo sport per migliorare l’immagine dell’Arabia Saudita sulla scena internazionale. Turqi Alnowaiser, vice governatore del PIF e responsabile degli investimenti internazionali, ha affermato chiaramente nella dichiarazione di chiusura dell’accordo che “L’intrattenimento e lo sport sono aree strategiche di interesse per il PIF e sono tra i settori in più rapida crescita e in evoluzione nel mondo”. Questa strategia è in linea con il piano Vision 2030 del Paese, che mira a diversificare l’economia e ridurre la dipendenza dal petrolio, con una crescente attenzione alla tecnologia e ai media.

Diritti umani e rappresentanza in questione: “Mi sento sporco”

Uno dei maggiori punti di attrito sorge in relazione alla rappresentanza LGBTQ+ all’interno dei giochi EA. Una delle fonti intervistate ha espresso disagio, affermando di sentirsi “sporca” lavorando sotto questa nuova amministrazione, data la posizione dell’Arabia Saudita nei confronti di questa comunità. La preoccupazione si concentra, in particolare, sul franchise di The Sims, che storicamente è stato un simbolo della rappresentanza LGBT e ha conquistato negli anni un vasto pubblico queer.

Secondo lo Human Dignity Trust, un’organizzazione britannica per i diritti umani, l’Arabia Saudita criminalizza le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso e l’espressione di genere da parte di individui trans, con pene fino alla morte inclusa. L’organizzazione evidenzia le prove della recente applicazione di queste leggi, che hanno portato alla discriminazione e alla violenza contro le persone LGBT nel Paese.

Un altro funzionario ha riassunto il sentimento prevalente, affermando che è “certamente difficile sentirsi a proprio agio nell’essere comprati da un regime che è molto al passo con la società progressista”. Il collaboratore aggiunge che la situazione è “dannosa per chiunque trovi questa acquisizione moralmente ripugnante”, culminando nella sensazione che “non sia una bella sensazione”.

Il futuro del franchise di The Sims in uno scenario di incertezza

EA ha cercato di placare le preoccupazioni del suo team in diverse occasioni. Nell’ottobre dello scorso anno, poco dopo aver annunciato l’acquisizione, la società assicurò che “la nostra libertà creativa e i nostri valori incentrati sul giocatore rimarranno intatti” sotto il controllo saudita. Nel gennaio di quest’anno, la dirigenza dello studio Maxis, responsabile di The Sims, ha ribadito il proprio impegno a favore dell’inclusività, promettendo che “il controllo creativo, guidato dai nostri valori di inclusività, scelta, creatività, comunità e divertimento, non è cambiato” e che questi principi saranno mantenuti “in futuro”.

Questi tentativi però non sono bastati a convincere la squadra. La risposta interna dell’azienda alle preoccupazioni dei dipendenti è stata classificata come “insoddisfacente” dal rapporto dello sviluppatore di giochi, con molti dipendenti che hanno indicato che ci sono “poche garanzie chiare” sulla direzione futura di EA. La mancanza di informazioni concrete sulla sicurezza del lavoro e sull’influenza creativa dei proprietari sauditi non ha dissipato i timori iniziali.

Anche un incontro con i dipendenti è stato visto negativamente, quando uno dei direttori di EA sarebbe stato sentito, attraverso un microfono aperto, chiamare i dipendenti “piccoli bambini”. Sebbene il commento abbia generato discussioni interne sul suo reale significato, non ha contribuito a ridurre le tensioni già presenti in azienda.

La situazione attuale di EA diventa ancora più complessa con i piani di riduzione dei costi, inevitabili per gestire i 18 miliardi di dollari di debito accumulati con l’acquisizione, che lasciano presagire uno scenario di licenziamenti di massa. L’editore, che possiede uno dei portafogli più grandi del settore, inclusi franchise come Battlefield, Dragon Age e The Sims, sta ora attraversando una fase di incertezza creativa, finanziaria ed etica per i suoi sviluppatori e altri collaboratori.

Jeronimo Santos é colaborador da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2016: Formação: Marketing

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