Scoperta della NASA nell’Artico: una nuova fase di congelamento impatta sulle emissioni di carbonio

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congelamento do Ártico - NASA Foto: congelamento do Ártico - NASA

I ricercatori guidati dalla NASA hanno rivelato una fase cruciale del processo di congelamento dell’Artico, nota come “cortina zero”, che influenza direttamente il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Il nuovo studio è stato dettagliato il 18 agosto sulla rivista Scientific Reports e presenta le prime mappe ad alta risoluzione di questo fenomeno, essenziali per prevedere gli effetti dello scioglimento del permafrost sul clima globale.

Comprendere la cortina zero e come funziona sul suolo artico

La “cortina zero” si riferisce al periodo in cui il suolo artico non ghiaccia immediatamente all’arrivo dell’inverno, ma rimane vicino al punto di congelamento per giorni o settimane. Questo fenomeno è simile a quello che avviene in un bicchiere d’acqua con ghiaccio, dove la temperatura rimane al punto di congelamento mentre il ghiaccio si scioglie. In autunno avviene il processo inverso: l’acqua presente nel terreno cede calore quando gela, mantenendo la zona vicino a 0°C prima di raffreddarsi completamente.

I microbi rilasciano gas ricchi di carbonio quando il ghiaccio si scioglie

Le condizioni di congelamento nella “cortina zero” consentono ai microbi del suolo di rimanere attivi più a lungo del previsto. Questa attività prolungata comporta il rilascio nell’atmosfera di anidride carbonica e metano, gas che contribuiscono in modo significativo all’effetto serra. Il permafrost artico, una vasta area di terreno permanentemente ghiacciato, immagazzina circa 1,9 trilioni di tonnellate di carbonio organico, una quantità quasi doppia di quella attualmente presente nell’atmosfera. Prolungare il disgelo accelera il rilascio di questo carbonio.

L’intelligenza artificiale GeoCryoAI mappa fenomeni complessi

Per mappare e comprendere meglio la “cortina zero”, il gruppo di ricerca ha utilizzato un quadro di intelligenza artificiale chiamato GeoCryoAI. Questo sistema combina osservazioni satellitari e risultati dei modelli climatici con misurazioni sul campo risalenti al 1891, consentendo la creazione di mappe dettagliate delle condizioni della calotta glaciale in tutta la regione artica. Le mappe risultanti hanno mostrato che:

  • I disgeli primaverili generalmente producono periodi di “cortina zero” molto più lunghi rispetto alle gelate autunnali.
  • Le regioni con livelli di umidità più elevati sperimentano anche periodi prolungati di “cortina zero”.

La missione NISAR avanza per il monitoraggio futuro

Il framework GeoCryoAI è stato sviluppato per essere compatibile con i dati della missione NISAR (NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar), una collaborazione tra gli Stati Uniti e l’India. La missione NISAR consentirà agli scienziati di osservare in modo più accurato il modo in cui i paesaggi artici ghiacciati rispondono ai cambiamenti climatici. Queste nuove informazioni sono cruciali per migliorare le previsioni sulle future emissioni di gas serra e sul loro impatto sul clima globale. Comprendere le dinamiche del congelamento e dello scongelamento del permafrost è un passo fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Carolina Costa é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2019. Formação: Administração

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