Il trattamento iniettabile per l’HIV arriva in Inghilterra e il Brasile deve affrontare sfide di accessibilità

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HIV Foto: HIV - Foto: MicroStockHub/istock

Un nuovo farmaco iniettabile contro l’HIV, il lenacapavir, ha iniziato ad essere offerto in Inghilterra a centinaia di pazienti resistenti a vari trattamenti. La novità, che promette di rivoluzionare la gestione della malattia, contrasta con la realtà di Brasile, Messico e Perù, paesi che ancora non possono accedere al medicinale a un prezzo sostenibile per i loro sistemi sanitari.

Cos’è lenacapavir e come funziona per combattere l’HIV

Lenacapavir rappresenta un progresso significativo nel trattamento e nella prevenzione dell’HIV, rivolto in particolare ai soggetti che hanno sviluppato resistenza a più farmaci convenzionali. La sua innovazione sta nella forma di somministrazione: il medicinale viene somministrato tramite iniezioni solo due volte l’anno. Questa frequenza ridotta elimina la necessità dell’uso quotidiano della pillola, il che può semplificare la routine del trattamento e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Questo formato di dosaggio offre vantaggi pratici per le persone che affrontano vari ostacoli nell’accesso o nell’adesione al trattamento quotidiano. Queste difficoltà includono lo stigma sociale, la discriminazione, le questioni finanziarie o l’isolamento geografico, elementi che storicamente hanno reso difficile ottenere o mantenere farmaci continuativi.

La disparità di prezzo limita l’accesso nei paesi che hanno partecipato ai test

La questione del costo del lenacapavir rappresenta un ostacolo significativo alla sua equa distribuzione globale. Nei paesi ad alto reddito, il trattamento annuale può costare tra 28.000 dollari (circa 145.000 R$) e 40.000 dollari (circa 207.000 R$) per paziente. Al contrario, si prevede che le versioni generiche del farmaco costeranno solo 40 dollari all’anno in alcune nazioni a basso reddito.

Sebbene Brasile, Messico e Perù abbiano partecipato attivamente agli studi clinici fondamentali per lo sviluppo del lenacapavir, questi paesi sono obbligati a pagare l’intero prezzo del farmaco. Questa discrepanza genera un dibattito sull’accesso equo alla salute globale, soprattutto quando le comunità che hanno contribuito alla ricerca non beneficiano dei prezzi più convenienti.

Comprendere perché il Brasile incontra ancora difficoltà nell’accesso al nuovo trattamento

La difficoltà di accesso al lenacapavir in Brasile e in altri paesi in via di sviluppo è complessa e coinvolge diversi fattori. Oltre ai prezzi elevati fissati dalle aziende farmaceutiche, ci sono sfide nelle negoziazioni commerciali, questioni legate ai brevetti e alla capacità finanziaria dei sistemi sanitari pubblici di acquisire e distribuire un trattamento ad alto costo su larga scala. Per il Sistema sanitario unificato brasiliano (SUS), l’integrazione di questo medicinale richiederebbe un investimento enorme, che potrebbe incidere sul budget stanziato per altri settori essenziali della sanità pubblica.

Questa barriera economica impedisce a migliaia di brasiliani che potrebbero trarre beneficio dal lenacapavir, in particolare quelli resistenti alle attuali terapie, di accedere all’innovazione. La situazione evidenzia non solo una sfida per la salute pubblica, ma accentua anche le disparità sociali e sanitarie nella regione.

Le organizzazioni mondiali chiedono una maggiore equità nella distribuzione dei farmaci

Di fronte a questo scenario, diversi enti sanitari internazionali stanno unendo gli sforzi per garantire un accesso più equo al lenacapavir. L’organizzazione Medici Senza Frontiere, ad esempio, sostiene la riduzione del prezzo annuo dei medicinali a meno di 40 dollari in tutti i paesi a basso e medio reddito. L’entità richiede inoltre un aumento della produzione globale di lenacapavir e il permesso per le organizzazioni comunitarie di acquistare direttamente il medicinale, facilitandone la portata ai pazienti.

Molly Thompson, consulente della rete STOPAIDS, ha affermato che il Regno Unito, introducendo il lenacapavir nel proprio sistema sanitario, ha la responsabilità di utilizzare la propria influenza per espandere l’accesso globale alle cure. Ha menzionato il sostegno a iniziative come Unitaid e il Fondo Globale, che svolgono un ruolo essenziale nell’introduzione e nella distribuzione di farmaci innovativi nelle nazioni con risorse più limitate. La ricerca di soluzioni che promuovano l’equità nell’accesso all’assistenza sanitaria rimane una questione fondamentale sulla scena globale.

Carolina Costa é colaboradora da redação do Mix Vale, portal de notícias com cobertura de Brasil e mundo. Produz conteúdo nas editorias de economia e benefícios, com foco em informação de serviço para o leitor brasileiro. Escreve para o portal desde 2019. Formação: Administração

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