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Covitel rileva un aumento del 90% di giovani obesi in Brasile

Obesidade gordura
Foto: kurhan/shutterstock.com
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L’indagine Covitel 2023 sui fattori di rischio per le patologie croniche in Brasile attesta un incremento del 90% nei tassi di obesità tra i cittadini di età compresa tra 18 e 24 anni. I dati allarmano i medici. Il rilevamento epidemiologico conferma la rapida espansione del problema clinico nella popolazione giovanile delle aree urbane del Paese sudamericano.

I ricercatori individuano i motori primari di questa condizione nell’ansia diffusa, nell’assunzione eccessiva di bevande alcoliche, nell’alimentazione incentrata su cibi ultraprocessati e bibite gassate zuccherate, nonché in una quasi totale assenza di moto che riduce drasticamente il consumo calorico giornaliero della popolazione osservata. Soltanto il 33,5% dei giovani intervistati consuma porzioni adeguate di frutta e appena il 39,2% inserisce ortaggi nei pasti per almeno cinque giorni alla settimana.

Il tempo trascorso davanti agli schermi raggiunge quote record nella stessa fascia anagrafica, dove il 76,1% degli intervistati impiega dispositivi digitali o televisori per tre o più ore quotidiane di svago. La scarsità di sonno colpisce quasi la metà del campione esaminato. Soltanto il 54,2% dei giovani residenti in Brasile riposa per il monte ore raccomandato dalle linee guida internazionali. Il deficit cronico di riposo notturno accelera l’insorgenza di ipertensione arteriosa e disturbi depressivi tra i ragazzi esaminati nello studio.

Strategie di prevenzione familiare per ridurre i rischi precoci

L’insorgenza della patologia richiede interventi mirati fin dalla prima infanzia attraverso l’educazione alimentare somministrata da genitori e tutori domestici. Le famiglie devono adottare abitudini condivise per stabilizzare la nutrizione e incrementare il movimento fisico dei figli senza enfatizzare il peso sulla bilancia.

  • Insegnare routine sane e modelli comportamentali costruttivi verso cibo e sport senza creare stigma corporeo.
  • Coinvolgere l’intero nucleo familiare nella trasformazione progressiva della dieta senza isolare i minori con problemi ponderali.
  • Fissare orari stabili per i pasti principali e consumare il cibo insieme a tavola offrendo alimenti freschi.
  • Eliminare il consumo di pasti o spuntini davanti allo schermo televisivo per ripristinare il senso di sazietà.
  • Ridurre gli acquisti casalinghi di alimenti ipercalorici privi di nutrienti essenziali per tutelare l’ambiente domestico.

Le pratiche virtuose apprese durante l’infanzia riducono l’incidenza delle forme gravi di sovrappeso al raggiungimento dell’età adulta. Gli adolescenti necessitano di percorsi guidati per abbandonare i cibi industriali a vantaggio di prodotti non lavorati. Gli specialisti in nutrizione strutturano piani graduali partendo dall’eliminazione immediata delle bevande zuccherate e industriali.

Attività motoria e interventi clinici per i casi complessi

La gestione dei soggetti già in sovrappeso richiede programmi costanti di nuoto, camminata o allenamento con i pesi calibrati sulle preferenze individuali del ragazzo. Il movimento programmato deve risultare sostenibile per garantire continuità nel lungo periodo e riattivare il metabolismo basale.

Le situazioni cliniche più severe prevedono il ricorso all’inserimento di un palloncino intragastrico per contenere l’apporto energetico. Tale procedura temporanea favorisce una rapida riduzione del carico ponderale nel paziente. Il dispositivo medico riduce tempestivamente il pericolo di complicazioni associate come diabete mellito di tipo 2 e ipertensione arteriosa. La tecnica agisce come misura transitoria in attesa di un definitivo consolidamento delle abitudini alimentari del giovane.

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