Uno studio del Michigan simula la collisione della cometa 3I/Atlas a 72 km/s e delinea rischi rariGli scienziati Universidade Estadual di Michigan hanno pubblicato un'analisi delle possibili collisioni di comete interstellari con Terra. Lo studio, condo Por Carolina Costa
5 min de leitura
![]() |
Gli scienziati Universidade Estadual di Michigan hanno pubblicato un’analisi delle possibili collisioni di comete interstellari con Terra. Lo studio, condotto da Darryl Seligman, si è concentrato sulla cometa 3I/Atlas, il terzo oggetto di questo tipo rilevato da Sistema Solar. Le simulazioni indicano una velocità media di 72 chilometri al secondo al momento dell’impatto.
La ricerca si è svolta in collaborazione con esperti di istituzioni europee e ha utilizzato dati osservativi di tre comete interstellari conosciute. I modelli computazionali hanno riprodotto le traiettorie reali di questi oggetti. Non esiste alcun rischio immediato di collisione con 3I/Atlas, che ha superato il perielio nell’ottobre 2025.
Siga o Mix Vale no Google e veja nossas notícias primeiro
La cometa 3I/Atlas è entrata in Sistema Solar nel luglio 2025, con una velocità iniziale di 58 km/s rispetto a Sol. L’orbita iperbolica Sua conferma l’origine esterna a Via Láctea. Observações e Telescópio Hubble stimano che il nucleo abbia un diametro compreso tra 440 metri e 5,6 km.

Traiettorie e velocità calcolate
Le simulazioni hanno generato migliaia di possibili scenari di impatto. La velocità di 72 km/s è risultata come il valore più frequente nella distribuzione analizzata. La velocità Essa risulta dalla combinazione tra l’input iperbolico e il movimento orbitale di Terra.
I ricercatori hanno considerato parametri quali l’eccentricità orbitale e l’accelerazione non gravitazionale. Le comete interstellari mantengono velocità elevate a causa della mancanza di cattura gravitazionale prolungata da parte di Sol. L’analisi rafforza il fatto che tali eventi sono rari nel breve termine.
Caratteristiche osservate di 3I/Atlas
La cometa presenta emissioni di gas di cianuro e vapore di nichel, simili agli oggetti in Sistema Solar. Il coma Sua è formato dalla sublimazione del ghiaccio mentre si avvicina a Sol. Observações da Very Large Telescope ha confermato l’attività cometaria attiva.
Il colore dell’oggetto variava dal rossastro al blu durante l’avvicinamento solare, un comportamento atipico. I terrestri Telescópios hanno rilevato l’espulsione di materiale prima del perielio. Il diametro del nucleo, perfezionato dai dati Hubble, è inferiore a 1 km secondo la stima più accurata.
Collaborazione internazionale al progetto
Dušan Marčeta, di Universidade di Belgrado, ha contribuito alla modellazione della dinamica orbitale. Eloy Peña-Asensio, da Politecnico di Milano, ha analizzato la frammentazione negli impatti ad alta velocità. Il team ha integrato dati provenienti da missioni come ExoMars Trace Gas Orbiter.
I risultati sono stati validati rispetto alle traiettorie ‘Oumuamua e 2I/Borisov. La simulazione ha considerato 2,6 miliardi di oggetti sintetici basati su stelle nane M. L’approccio Essa ha aumentato la precisione delle previsioni della velocità relativa.
La pubblicazione è avvenuta su una rivista scientifica specializzata, focalizzata sull’astrofisica dinamica.
Formazione di crateri negli impatti
Collisioni a 72 km/s generano crateri con forme diverse da quelle provocate dagli asteroidi locali. La frammentazione del materiale è maggiore a causa dell’elevata energia cinetica. La tettonica a placche e l’erosione rendono difficile identificare antichi punti di riferimento interstellari su Terra.
Le simulazioni prevedono concentrazioni di impatti a basse latitudini, vicine a Equador. La geometria orbitale favorisce gli incontri diretti in questa regione durante il movimento annuale di Terra. Até Piccoli oggetti causerebbero danni significativi a questa velocità.
Gli studi indicano che la polvere espulsa potrebbe alterare temporaneamente i modelli meteorologici. La rarità di questi eventi, stimata come una probabilità molto bassa, si basa sulla distribuzione galattica delle stelle.
Probabile origine della cometa
3I/Atlas ha origine dallo spesso disco di Via Láctea, una regione di intensa formazione stellare. L’età di Sua può superare i 7 miliardi di anni, superiore a quella di Sistema Solar. La velocità relativa di 58 km/s all’ingresso suggerisce l’espulsione da un altro sistema stellare.
Le osservazioni di James Webb Space Telescope hanno rivelato una composizione chimica alterata da miliardi di anni di viaggio. La traiettoria punta verso il disco sottile o spesso della galassia. Modelos indica l’accelerazione dovuta all’effetto fionda gravitazionale di Sol.
Dettagli delle simulazioni al computer
- Migliaia di traiettorie iperboliche sono state testate sulla base delle velocità osservate.
- La distribuzione della velocità si è concentrata su 72 km/s come probabile picco.
- I parametri includevano un’eccentricità di 6,2 e disturbi del degassamento.
- I modelli incorporavano dati provenienti da tre comete interstellari per la calibrazione.
- I risultati hanno convalidato la rarità delle collisioni, con una probabilità inferiore rispetto agli eventi annuali di asteroidi.
Questi strumenti computazionali hanno permesso di prevedere le dinamiche senza osservazioni dirette degli impatti reali.
Osservazioni telescopiche recenti
Hubble ha catturato le immagini nell’agosto 2025, perfezionando la dimensione del nucleo. JWST ha analizzato le emissioni ultraviolette a novembre. L’ESA ha registrato il passaggio di Marte a 30 milioni di km in ottobre.
Queste osservazioni hanno confermato l’assenza di una coda iniziale e di un’accelerazione non gravitazionale. La cometa rimane visibile fino a settembre 2026 per i telescopi terrestri. Dados di Atacama Large Millimeter Array ha rilevato deviazioni di 4 secondi d’arco nella traiettoria.
La velocità di uscita sarà equivalente alla velocità di ingresso, circa 58 km/s, dopo il sorvolo solare.















