Ultime Notizie (IT)

La cometa interstellare 3I/ATLAS solleva dibattiti sulla vita aliena e gli avvertimenti di Stephen Hawking

Stephen Hawking
Foto: Stephen Hawking - Koca Vehbi / Shutterstock.com
Condividi
Segui su Google

Identificato inizialmente nel luglio 2025 dal complesso del telescopio ATLAS in Cile, il corpo celeste denominato 3I/ATLAS attraversa il nostro sistema planetario su un percorso iperbolico che ne attesta l’origine esterna. I ricercatori della NASA e dell’Agenzia spaziale europea (ESA) monitorano il percorso della stella, che ha raggiunto il punto più vicino al Sole il 30 ottobre 2025, a circa 210 milioni di chilometri dalla stella, l’equivalente di 1,4 unità astronomiche. L’insolita composizione chimica della roccia spaziale ha riacceso i dibattiti nella comunità scientifica sui vecchi avvertimenti lasciati dal fisico Stephen Hawking riguardo ai pericoli del contatto diretto con forme di vita extraterrestri avanzate.

Esperti di astronomia garantiscono che il visitatore cosmico, classificato come il terzo oggetto interstellare confermato nella storia dopo i passaggi di Oumuamua e Borisov, non presenta alcun tipo di rischio di collisione con la Terra. Si calcola che il momento di massima vicinanza al nostro pianeta avverrà nel dicembre 2025, quando il corpo roccioso passerà ad una distanza di sicurezza di 270 milioni di chilometri.

3I/Atlante
3I/Atlante — Foto: 3Dsculptor/Shutterstock.com

  • Il rilevamento originale è avvenuto il 1 luglio 2025 dall’osservatorio situato a Río Hurtado.
  • Viaggiare ad una velocità di 60 chilometri al secondo indica un viaggio che sarebbe potuto durare miliardi di anni.
  • Le analisi spettrali hanno rivelato una struttura formata da anidride carbonica e vapori di nichel.
  • Il super telescopio James Webb ha anche identificato concentrazioni significative di acqua ghiacciata e monossido di carbonio.

Individuate caratteristiche fisiche e percorso del nuovo corpo celeste

Analizzando vecchi database, gli scienziati hanno trovato registrazioni fotografiche di 3I/ATLAS datate giugno 2025, settimane prima dell’annuncio ufficiale. Il materiale catturato presenta una nube rossastra attorno al nucleo, formata dal rilascio di gas e polveri causato dal riscaldamento termico del Sole. Nel corso del mese di luglio il telescopio spaziale Hubble è riuscito a fotografare lo sviluppo di una debole coda, confermando l’attività tipica di una cometa.

Le proiezioni matematiche sulla formazione dell’oggetto suggeriscono un’età impressionante, compresa tra 7,6 e 14 miliardi di anni, il che lo rende notevolmente più antico del Sistema Solare stesso.

Teorie sulla possibilità di tecnologia aliena nascosta

L’astrofisico Avi Loeb, ricercatore dell’Università di Harvard, ha sollevato dubbi sulla vera natura di 3I/ATLAS, suggerendo che il corpo potrebbe essere una sonda artificiale mimetizzata. Alcune anomalie di spostamento, come le deviazioni nel centro fotometrico, alimentano le discussioni sull’uso di qualche tipo di propulsione innaturale. Per indagare su queste variazioni, nel novembre 2025 l’International Asteroid Warning Network ha lanciato una task force dedicata a misurare l’esatta posizione della stella con precisione millimetrica.

Il professore di Harvard calcola che esiste una probabilità compresa tra il 30% e il 40% che il manufatto abbia un’origine tecnologica, utilizzando parametri di confronto simili a quelli applicati durante il passaggio di Oumuamua.

Le paure degli scienziati sulla comunicazione con altre galassie

Durante la proiezione della sua serie di documentari nel 2010, il defunto fisico britannico Stephen Hawking dichiarò pubblicamente che un incontro con esseri provenienti da altri mondi potrebbe avere lo stesso risultato disastroso delle invasioni coloniali che si sono verificate nella storia umana. Il ricercatore ha difeso la tesi secondo cui le civiltà in grado di attraversare lo spazio profondo probabilmente agirebbero come nomadi, esaurendo le risorse dei loro mondi natali e cercando nuovi pianeti da esplorare e dominare.

Questo pensiero dialoga direttamente con la teoria della Foresta Oscura, un concetto reso popolare nella letteratura fantascientifica che descrive l’universo come un ambiente in cui le società avanzate rimangono nel silenzio più assoluto per evitare i predatori cosmici. Hawking era un feroce critico nei confronti dell’invio di messaggi radio o di sonde come la Pioneer, poiché credeva che rivelare le coordinate della Terra sarebbe stato un errore fatale, una paura che riemerge con l’arrivo di materiali sconosciuti riportati dalla 3I/ATLAS.

Monitoraggio continuo effettuato da sonde e telescopi

L’agenzia spaziale nordamericana rafforza l’assenza di pericolo immediato, evidenziando che la traiettoria solare più vicina si è verificata in prossimità dell’orbita marziana. Sfruttando questa posizione privilegiata, apparecchiature come Mars Express ed ExoMars sono state in grado di registrare immagini dettagliate del visitatore nell’ottobre 2025, quando passò a soli 30 milioni di chilometri dal Pianeta Rosso.

L’attrezzatura a infrarossi di James Webb ha rilevato la presenza di composti organici complessi nella struttura della roccia, incluso il solfuro di carbonile. L’intenso programma di osservazione proseguirà fino a gennaio 2026, con il supporto della missione Juice, che avrà il compito di analizzare il comportamento del materiale dopo che si sarà allontanato dal Sole.

Schemi di volo inaspettati intrigano i ricercatori spaziali

A differenza di quanto accade solitamente con corpi celesti simili, 3I/ATLAS ha mantenuto una luminosità stabile e non ha mostrato esplosioni di luce durante il mese di agosto 2025. La forte inclinazione della sua orbita indica che l’oggetto è stato espulso dallo spesso disco della Via Lattea, una regione della galassia abitata da stelle estremamente antiche.

  • La coda di polvere si espande verso est, spinta dalla forte pressione della radiazione solare.
  • Il colore rossastro della nube di gas presenta una firma visiva identica a quella della cometa Borisov.
  • L’elevata velocità verticale contrasta drasticamente con il movimento delle stelle vicine al nostro sistema.

Parte della comunità astronomica sta lavorando sull’ipotesi che il corpo subirà presto una frammentazione dovuta allo stress termico, scenario che Avi Loeb interpreta come un possibile cedimento di una struttura costruita artificialmente.

Progressi nella comprensione della chimica di altri sistemi solari

Il passaggio della stella ha fornito agli scienziati un campione gratuito e incontaminato di un sistema stellare distante, segnando la prima volta nella storia che vapori di nichel sono stati rilevati in un visitatore interstellare. Gli osservatori installati sulla superficie terrestre, come Gemini South, sono riusciti a mappare la densità della nube di gas attorno al nucleo durante le notti di agosto.

I dati raccolti stanno aiutando a riscrivere i modelli di formazione delle comete nei dischi protoplanetari remoti. Il successo di questa osservazione ha spinto l’Agenzia spaziale europea ad accelerare i preparativi per il lancio della missione Comet Interceptor, prevista per il 2029, che avrà l’obiettivo di raggiungere e studiare futuri oggetti simili.

Sforzo internazionale per tenere traccia degli ultimi momenti visibili

Il coordinamento globale guidato dall’IAWN mantiene una rete di sorveglianza ininterrotta tra novembre 2025 e gennaio 2026, fungendo da banco di prova pratico per nuovi algoritmi di tracciamento delle minacce. I centri di ricerca installati in Cile, Hawaii e Australia lavorano insieme per incrociare le informazioni e perfezionare le coordinate di volo.

Il visitatore cosmico avrà nuovamente buone condizioni di visibilità nel dicembre 2025, quando attraverserà la regione del cielo compresa tra le costellazioni della Vergine e del Leone, e potrà essere accompagnato da astrofili dotati di telescopi con lenti di apertura di 20 centimetri o più.

Condividi

Altre notizie in Ultime Notizie (IT)

Vedi altro