La cometa interstellare 3I/ATLAS inizia la frammentazione mentre si avvicina al Sole a 1,4 UAPor Jeronimo Santos
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La cometa interstellare 3I/ATLAS, scoperta nel luglio 2025, ha mostrato i primi segni di frammentazione questo giovedì 30 ottobre 2025. L’oggetto, originario di un altro sistema stellare, raggiunge il perielio a 1,4 unità astronomiche dal Sole, a circa 210 milioni di chilometri. Il calore intenso accelera la sublimazione dei ghiacci volatili, liberando gas e polveri in getti.
Gli astronomi della NASA e dell’Agenzia spaziale europea monitorano il fenomeno in tempo reale. La traiettoria iperbolica conferma l’origine esterna al Sistema Solare. Il nucleo, che si stima abbia una dimensione inferiore a un chilometro, è esposto a una crescente instabilità.
- I telescopi Hubble e James Webb catturano le emissioni di anidride carbonica e vapori di nichel.
- La chioma allungata si espande per migliaia di chilometri.
- Velocità superiori a 60 km/s impediscono la cattura gravitazionale.
La traiettoria iperbolica conferma il passaggio singolo
Il 3I/ATLAS segue un’orbita che lo porta ad attraversare il Sistema Solare senza ritorno. Scoperta vicino all’orbita di Giove dal telescopio ATLAS in Cile, la cometa ha viaggiato milioni di anni dalla sua origine.
Gli esperti indicano l’espulsione dovuta alle interazioni gravitazionali con stelle massicce. La velocità attuale garantisce l’uscita definitiva dopo il perielio.
La composizione chimica rivela origini lontane
Le analisi spettroscopiche identificano rare molecole organiche nel nucleo. Il vapore di nichel suggerisce la formazione nelle regioni fredde, lontano dall’intensa radiazione stellare.

La presenza di acido cianidrico consente confronti con le comete 1I/ʻOumuamua e 2I/Borisov. Questi composti preservano le informazioni sui processi planetari in altri sistemi.
Il monitoraggio cattura i cambiamenti in tempo reale
I telescopi alle Hawaii e in Cile forniscono dati giornalieri sull’attività. Le missioni su Marte, come Trace Gas Orbiter, registrano immagini da 30 milioni di chilometri di distanza.
La luminosità varia tra le magnitudini 12 e 14, richiedendo apparecchiature con un’apertura di 200 mm. La chioma centrale nasconde il nucleo in un punto indistinto.
I segni di collasso aumentano con il caldo
Le fessure nella superficie causano improvvise espulsioni di materiale. Esplosioni simili si sono verificate in 2I/Borisov, generando frammenti più piccoli. L’aumento della temperatura accelera la sublimazione, con il rischio di una rottura completa del nucleo entro le prossime ore.
La collaborazione internazionale elabora i dati
La NASA coordina gli sforzi con l’ESA per l’analisi spettrale in tempo reale. Satelliti come GOES-19 hanno catturato le variazioni durante la congiunzione solare del 21 ottobre. Le istituzioni australiane contribuiscono con il modcollegamenti di sublimazione. I dati indicano il rilascio di polvere equivalente a milioni di particelle.
Le differenze evidenziano dinamiche uniche
I pennacchi di polvere puntano verso il Sole, a differenza delle code tradizionali. La composizione ricca di volatili indica l’origine di nubi molecolari fredde.
3I/ATLAS si avvicina all’orbita di Marte prima dell’uscita, offrendo dati sulle dinamiche galattiche.
Le osservazioni spaziali mostrano l’espansione del coma
Le immagini di Hubble di luglio rivelano polvere a forma di lacrima a 445 milioni di chilometri di distanza. La sublimazione espelle particelle fini pressate dalle radiazioni. Le particelle più grandi formano code osservabili nei telescopi avanzati. Le dinamiche accelerano la disintegrazione a 1,4 UA.
Le previsioni indicano un indebolimento post-perielio
La cometa si indebolisce visivamente man mano che si allontana dal Sole da novembre in poi. I modelli prevedono una perdita fino al 20% della massa se non si verifica un collasso totale. La distanza minima dalla Terra, 270 milioni di chilometri, elimina i rischi. L’attenzione rimane sulla raccolta di dati scientifici.







