La cometa interstellare 3I/ATLAS registra segni di instabilità strutturale mentre si avvicina al Sole. L’oggetto, scoperto nel 2023 dal progetto ATLAS, segue una traiettoria iperbolica che ne conferma l’origine fuori dal sistema solare. Le osservazioni indicano un rilascio accelerato di gas, con il perielio previsto per il 2026.
Gli astronomi identificano la cometa come la terza cometa interstellare conosciuta, dopo ‘Oumuamua e 2I/Borisov. I telescopi in funzione catturano l’aumento dell’attività nel nucleo.
- La composizione include ghiaccio e polvere volatili.
- L’alta velocità impedisce la cattura gravitazionale del Sole.
- La traiettoria si estende per migliaia di anni luce dall’origine.
Il monitoraggio avviene in tempo reale utilizzando apparecchiature terrestri e spaziali.
Origine oltre la nube di Oort
3I/ATLAS proviene da una regione lontana, fuori dai limiti del sistema solare. La sua orbita non ha alcuna connessione con la gravità locale.
Gli scienziati stimano che ci vogliano milioni di anni per entrare nel sistema. La composizione ricca di composti organici differenzia l’oggetto dalle comete native.
Segni di riscaldamento intenso
Le osservazioni rivelano crepe nel nucleo della cometa. La sublimazione del ghiaccio genera getti di gas visibili.
Il calore solare aumenta la pressione interna. I frammenti sono già rilasciati in piccole quantità.
Traiettoria e perielio imminente
La cometa raggiungerà il punto più vicino al Sole nel 2026. La distanza minima intensificherà le forze termiche.
I dati raccolti indicano un’accelerazione nel rilascio del materiale. La struttura potrebbe non resistere a condizioni estreme.
Monitoraggio da parte delle agenzie spaziali
I telescopi alle Hawaii e in Cile registrano le variazioni giornaliere. La NASA e l’ESA coordinano le analisi spettroscopiche.
Le osservazioni identificano molecole rare nell’ejecta. Il rischio di impatto con la Terra rimane basso.
Composizione chimica diversa
Il nucleo contiene elementi formatisi in ambienti stellari distanti. L’analisi rivela proporzioni uniche di carbonio e azoto.
Questi composti forniscono dati sui processi in altri sistemi. Il confronto con le comete locali evidenzia variazioni chimiche.
Possibili frammenti nello spazio
La disintegrazione può generare una scia di detriti orbitali. Parte del materiale formerà sciami meteorici osservabili.
Gli astronomi preparano l’attrezzatura per registrare l’evento. Immagini dettagliate aiuteranno gli studi futuri.
La cometa 3I/ATLAS rappresenta una rara opportunità per la ricerca interstellare, con dati che contribuiscono alla comprensione di oggetti extracelle solari in transito attraverso il sistema solare interno.

