La contaminazione da metanolo colpisce gli alcolici distillati e minaccia vino e birraPor Luís Henrique Costa
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A San Paolo sono stati confermati casi di avvelenamento da metanolo contenuto in bevande alcoliche e finora sono stati registrati sei decessi. La contaminazione ha interessato soprattutto superalcolici come gin, whisky e vodka, venduti nei bar e nelle cantine della regione metropolitana. Le autorità sanitarie stanno indagando su 37 notifiche nello Stato, 10 delle quali hanno confermato la presenza della sostanza nei corpi delle vittime. Il Ministero della Salute ha ordinato la notifica immediata dei sospetti in tutto il Paese per contenere l’epidemia.
Il metanolo entra nelle bevande attraverso un’adulterazione intenzionale, con l’obiettivo di rendere la produzione più economica e simulare un contenuto alcolico più elevato. I produttori clandestini aggiungono il composto industriale, che è tossico e può portare a gravi complicazioni. A San Paolo sono stati chiusi sei stabilimenti, con il sequestro di centinaia di bottiglie sospette.
Le autorità ribadiscono che il rischio maggiore si verifica nei distillati di origine irregolare, ma monitorano tutte le categorie di bevande.
Origine del metanolo nelle bevande
Il metanolo appare naturalmente in piccole quantità durante la fermentazione della frutta ricca di pectina, come l’uva utilizzata nel vino. Nel processo, gli enzimi degradano la pectina, rilasciando il composto a bassi livelli regolamentati dagli standard del Ministero dell’Agricoltura. Le bevande fermentate a produzione controllata mantengono concentrazioni sicure, senza rischi significativi per la salute.
La manomissione deliberata aumenta i pericoli, soprattutto nelle produzioni clandestine dove i fallimenti della distillazione conservano frazioni iniziali ricche di metanolo.
Rischi specifici nel vino
Il vino può contenere metanolo naturalmente, ma in quantità minime che non influiscono sul consumo. Fermentazioni spontanee o mal gestite aumentano il rilascio attraverso l’azione di microrganismi. Gli esperti sottolineano che i vini industrializzati seguono i limiti stabiliti, riducendo le possibilità di intossicazione.
L’aggiunta intenzionale di metanolo a bicchieri o bottiglie compromette qualsiasi vino, indipendentemente dal processo originale. L’acquisto da fonti attendibili riduce al minimo questo rischio.
I casi recenti a San Paolo non hanno coinvolto il vino, ma l’allerta si estende ai prodotti senza un’etichetta adeguata.
Birra e bassa probabilità di contaminazione
La birra presenta un rischio quasi nullo di presenza di metanolo, poiché la sua produzione da cereali non genera il composto in volumi pericolosi. Il processo di fermentazione impedisce la degradazione della pectina, comune nella frutta. Secondo le analisi chimiche, non vi è alcun vantaggio economico nell’adulterare la birra.
Può verificarsi qualsiasi aggiunta intenzionale negli stabilimenti, ma è rara a causa del controllo di qualità nei settori regolamentati.
Differenze tra metanolo ed etanolo
Il metanolo e l’etanolo sono incolori e hanno odori simili, rendendo impossibile l’identificazione visiva o sensoriale. L’etanolo viene metabolizzato in acetato, escreto nelle urine senza grave tossicità. Il metanolo viene convertito in formaldeide e acido formico, sostanze che danneggiano i tessuti, in particolare il sistema nervoso e quello ottico.
Questa distinzione spiega gli effetti letali del metanolo, anche a dosi elevatepiccolo, a differenza dell’etanolo comune nelle bevande.
I test di laboratorio sono essenziali per l’individuazione accurata dei casi sospetti.
Identificazione di bevande adulterate
Prima dell’acquisto, controllare che la confezione sia intatta. Analizzare il volume del liquido, che deve seguire gli standard del produttore. Le etichette legali includono l’etichetta posteriore in portoghese con registrazione MAPA.
- Diffidare dei prezzi inferiori alla media di mercato dei marchi noti.
- Preferire stabilimenti con licenze sanitarie visibili.
- Evitare prodotti senza sigillo fiscale o di dubbia provenienza.
Queste misure riducono l’esposizione alla contraffazione, comune nelle reti clandestine.
Sintomi e azioni immediate
I sintomi iniziali comprendono mal di testa e nausea, che progrediscono fino a vomito e dolore addominale. Confusione mentale e visione offuscata compaiono tra le 12 e le 24 ore dopo l’ingestione. Rivolgiti urgentemente a un medico se noti ubriachezza persistente o cambiamenti visivi.
- Eseguire test di laboratorio e valutazione oftalmologica.
- Informare i centri antiavvelenamento come la CCI di San Paolo.
- Identificare i contatti che hanno consumato la stessa bevanda per la valutazione.
Trattamento precoce con antifarmaci come il fenopizolo possono invertire il danno, ma i ritardi peggiorano la condizione e portano alla cecità o alla morte.







