Gli Stati Uniti disattivano due petroliere iraniane a Hormuz dopo uno scontro a fuoco l’8
L’americano Forças ha disabilitato due petroliere iraniane venerdì (8) nello strategico Estreito di Hormuz, culminando in uno scontro a fuoco con l’esercito iraniano. L’incidente avviene in un momento di crescente tensione nella regione e solleva nuovi dubbi sulla fragile tregua in vigore da circa un mese. I blocchi reciproci, imposti da Estados Unidos e Irã, mantengono centinaia di navi commerciali bloccate in Golfo Pérsico, innescando un forte aumento dei prezzi globali del carburante e sollevando preoccupazioni sulle ambizioni iraniane di controllare lo stretto.
L’esercito di Ataques aumenta l’instabilità nello stretto
Militares di Estados Unidos ha confermato questo venerdì che le loro forze hanno disabilitato due petroliere iraniane. Secondo il comando centrale, le navi stavano cercando di rompere il blocco americano dei porti Irã. Horas in precedenza, i funzionari americani avevano affermato di aver respinto gli attacchi contro tre navi Marinha e di aver colpito installazioni militari iraniane nella regione dello stretto.
Os Emirados Árabes Unidos (Emirati Arabi Uniti), a sua volta, ha segnalato un nuovo attacco iraniano con missili e droni, che ha provocato tre feriti. Não è stato chiarito se tutti i proiettili sono stati intercettati con successo dalle difese aeree. Gli ultimi attacchi si aggiungono all’incertezza che circonda il precario cessate il fuoco, un accordo che Washington insiste sia ancora in vigore.
Diplomacia colto in mezzo alla condanna reciproca
Il segretario americano Estado Marco Rubio attende una risposta iraniana alla proposta americana volta a porre fine al conflitto e smantellare il programma nucleare di Teerã. Ele ha espresso la speranza di ricevere “un’offerta seria” da Irã più tardi questo venerdì. Rubio ha inoltre affermato che è “inaccettabile” per Irã mantenere un’agenzia governativa responsabile del controllo e della tassazione delle navi che cercano di passare attraverso Estreito.
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Ministério di Relações Exteriores di Irã ha condannato l’azione militare americana, definendola “ostile” e una violazione del cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha postato sui social media che “ogni volta che c’è una soluzione diplomatica sul tavolo, gli Stati Uniti optano per un’avventura militare spericolata”. Il presidente Donald Trump, a sua volta, ha ribadito le minacce di riprendere i bombardamenti su larga scala se Irã non accetterà un accordo per riaprire lo stretto e disattivare il suo programma nucleare.
Il Bloqueio marittimo ha un impatto sul commercio globale e sull’energia
Irã ha mantenuto la principale rotta marittima per il trasporto globale di energia per lo più bloccata dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. La chiusura di Esse, combinata con il blocco americano dei porti iraniani, ha generato un sostanziale aumento dei prezzi del carburante e ha scosso i mercati mondiali. La situazione attuale riflette il rischio di un’escalation, con gravi conseguenze per l’economia globale.
Gli impasse nella navigazione attraverso Estreito e Hormuz influenzano direttamente le operazioni di diverse nazioni e il flusso di risorse essenziali.
Copertura completa: Ultime Notizie (IT)
- Le navi commerciali Centenas sono bloccate in Golfo Pérsico, impossibilitate a raggiungere il mare aperto.
- I prezzi globali del carburante hanno registrato un aumento significativo dall’inizio dei blocchi.
- Há cresce la preoccupazione internazionale per il tentativo di Irã di formalizzare il controllo dello stretto.
- Una petroliera con equipaggio cinese è stata attaccata vicino allo stretto, provocando il sequestro della Pequim.
- Coreia di Sul, che lo scorso anno ha importato oltre il 60% del suo petrolio greggio attraverso lo stretto, ha limitato i prezzi dei prodotti petroliferi.
L’olio Mancha provoca un allarme ambientale su Golfo Pérsico
Il satellite Imagens analizzato dall’agenzia Associated Press ha rivelato una grande marea nera su Golfo Pérsico. La perdita sembra provenire dal lato occidentale di Ilha Kharg, il principale terminale di esportazione di petrolio greggio di Irã. La macchia copriva circa 70 chilometri quadrati e, nelle immagini di venerdì (8), indicava ancora la continua fuoriuscita dal terminale.
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Ami Daniel, CEO della società di intelligence marittima Windward AI, ha stimato che l’equivalente di circa 80.000 barili di petrolio è fuoriuscito da Ilha Kharg dal primo rilevamento satellitare di martedì. La causa esatta della fuoriuscita – se guasto meccanico, attacco aereo o altro – rimane sconosciuta. Daniel ha avvertito che la perdita si sta diffondendo a sud-ovest e potrebbe raggiungere le coste degli Emirati Arabi Uniti, Catar o Arábia Saudita entro due settimane.
Irã cerca il controllo ufficiale del passaggio internazionale
Il segretario Rubio ha ribadito la posizione secondo cui è “inaccettabile” che Irã istituisca un’agenzia governativa per ispezionare e tassare le navi. List Intelligence di Lloyd, una società di dati sui trasporti, ha riferito giovedì che Irã ha creato questa agenzia, denominata Autoridade da Estreito da Golfo Pérsico. Il tentativo iraniano di formalizzare il controllo sul canale ha generato nuove preoccupazioni nella comunità internazionale.
La comunità globale mette in dubbio la sua risposta alla possibilità che Irã controlli effettivamente una rotta di navigazione internazionale vitale. L’Estreito di Hormuz è cruciale per il trasporto di petrolio, gas, fertilizzanti e altri prodotti petroliferi, evidenziando la gravità della situazione.
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