Le Nazioni Unite pianificano un importante salvataggio marittimo nel Golfo Persico per liberare 11.000 membri dell’equipaggio dopo l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), collegata alle Nazioni Unite, ha rivelato questo martedì (23) una vasta iniziativa per garantire il passaggio delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. L’obiettivo principale è liberare la strada alle navi bloccate nel Golfo Persico durante il recente scontro tra Stati Uniti e Iran.
La task force concentrerà i suoi sforzi sulla rimozione di oltre 11.000 marittimi a cui è stato impedito di lasciare la regione del Golfo durante il periodo del conflitto, come comunicato dall’entità.
Il segretario generale dell’IMO, Arsenio Dominguez, ha sottolineato in una nota ufficiale che questa importante azione sarà portata avanti in stretta collaborazione con l’Iran, l’Oman, tutte le altre nazioni costiere, gli Stati Uniti e il settore navale. Ha assicurato che sono garantite le condizioni essenziali di sicurezza e che sono attentamente verificate le condizioni per la navigazione protetta, puntando al successo di queste operazioni.
Secondo l’IMO, la necessità di questa operazione straordinaria nasce dal gran numero di navi rimaste intrappolate nell’area, il che rende impossibile il passaggio sicuro attraverso Hormuz utilizzando il sistema di traffico marittimo convenzionale.
Dominguez ha inoltre sottolineato che l’operazione è il culmine degli sforzi “dopo mesi di grandi sfide e sofferenze per migliaia di marinai innocenti” in Medio Oriente. Questa azione è stata intrapresa dopo che l’IMO ha stabilito le garanzie di sicurezza necessarie per la circolazione sicura delle navi ed è diventata praticabile una settimana dopo la firma di un accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran, che ha posto fine a tre mesi di ostilità.

Il futuro della navigazione e del controllo nello Stretto di Hormuz
L’Iran ha annunciato martedì (23) che un numero specifico di navi potrà attraversare quotidianamente lo Stretto di Hormuz e questa quota potrebbe variare a seconda delle condizioni regionali del giorno.
Queste nuove informazioni, diffuse dall’agenzia statale iraniana Tasnim e attribuite a un’autorità militare, aggiungono complessità alla riapertura di Hormuz. Sebbene l’accordo di pace firmato tra Washington e Teheran la settimana precedente non menzionasse tale restrizione, i dettagli sulla capacità giornaliera non sono stati specificati dall’Iran. Inoltre, gli Stati Uniti e l’Iran rimangono in disaccordo sulla sovranità dello stretto nel dopoguerra e sui possibili pedaggi da parte di Teheran. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì che Hormuz è “completamente senza ostacoli”, l’Iran ha espresso l’intenzione di chiudere nuovamente il valico in risposta agli attacchi israeliani in Libano, evidenziando la fragilità dello scenario.
Siti web specializzati nel monitoraggio del traffico marittimo hanno registrato, lunedì, il più grande movimento attraverso lo Stretto di Hormuz dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, con almeno 35 navi commerciali che hanno effettuato la traversata. Il giorno successivo, Trump ha riferito che lunedì 19 milioni di barili di petrolio sono fluiti attraverso Hormuz, un volume che ha descritto come una “pietra miliare storica”.
Iraniani e omaniti, a loro volta, hanno annunciato martedì che esploreranno la possibilità di una gestione congiunta per Hormuz in futuro, compresa l’istituzione di tariffe per i servizi offerti. Con questa dichiarazione congiunta, i due Paesi riaffermano la loro pretesa di sovranità su questa vitale via marittima del Medio Oriente, aggiungendo un nuovo elemento di valore al futuro economico e geopolitico della regione, discutendo direttamente sulla monetizzazione e sul controllo amministrativo del passaggio.
















