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La ricerca rivela come le lesioni genetiche nella formazione del cervello influiscono sulla salute neurologica

DNA, cérebro
Foto: DNA, cérebro - Kittyfly/shutterstock.com
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I cambiamenti nel materiale genetico dei neuroni durante la fase di strutturazione del sistema nervoso centrale possono provocare un grave declino funzionale se non vengono riparati dall’organismo. Una recente indagine condotta da esperti dell’Università di Kyoto, insieme a centri di ricerca partner, ha dimostrato che questi fallimenti temporanei sono fondamentali per comprendere l’origine di diverse patologie neurologiche che influenzano la coordinazione motoria e la cognizione umana.

L’impatto fisico della migrazione cellulare sullo sviluppo del sistema nervoso

Il lavoro condotto dalla scienziata Mineko Kengaku e dal suo gruppo di accademici giapponesi ha spiegato in dettaglio come la struttura primordiale del cervello richieda uno sforzo fisico estremo da parte delle cellule. Durante le prime fasi della gravidanza e della formazione del cervello, il codice genetico di queste unità di elaborazione subisce vere e proprie rotture a causa della pressione dell’ambiente circostante.

Stetoscopio e cervello
Stetoscopio e cervello – Shidlovski/shutterstock.com

Attraverso test di laboratorio su modelli animali, gli scienziati hanno dimostrato che il genoma neuronale viene fisicamente schiacciato man mano che l’organo aumenta di volume. Questo fenomeno si verifica perché nuovi neuroni, appena creati da matrici di cellule staminali, hanno bisogno di infilarsi attraverso minuscoli spazi nel tessuto biologico, generando una forza meccanica così intensa da deformare completamente il nucleo in cui è immagazzinato il DNA.

Nella stragrande maggioranza degli scenari biologici, il corpo stesso può riparare queste fratture genetiche spontaneamente e rapidamente. Tuttavia, il fallimento di questo meccanismo di autocorrezione apre la porta a disfunzioni croniche e malattie degenerative. La scoperta è stata considerata così innovativa da guadagnare risalto sulle pagine di Nature, una delle riviste scientifiche più rispettate al mondo, per aver offerto un pezzo mancante nel puzzle delle sindromi complesse legate al neurosviluppo.

Il viaggio estremo dei neuroni verso la superficie della corteccia

Lo strato esterno del cervello, noto come corteccia, ospita miliardi di connessioni responsabili del pensiero cosciente e dei movimenti volontari. Per arrivarci, le unità nervose nascono nelle profondità dell’organo e viaggiano attraverso una rete cellulare estremamente densa. La comunità medica sospettava già che questo viaggio richiedesse uno sforzo meccanico colossale, ma registrare questo evento dal vivo su organismi viventi è stata una sfida tecnica che il team giapponese è finalmente riuscito a superare.

Monitorando il percorso esatto di queste minuscole strutture nel cervello dei topi in crescita, i ricercatori hanno mappato ogni ostacolo che hanno dovuto affrontare. Hanno documentato che la capsula nucleare subiva gravi distorsioni, culminate nella letterale rottura della doppia elica del DNA quando la cellula doveva attraversare barriere anatomiche molto rigide.

Nella biologia tradizionale, una rottura del doppio filamento del codice genetico è un importante segnale di allarme, spesso associato alla morte cellulare programmata o alla comparsa di tumori aggressivi. Sorprendentemente, nel contesto della formazione del cervello, una volta terminato il viaggio e assemblata la corteccia, le fratture scomparivano senza lasciare traccia, permettendo agli animali di crescere con funzioni cognitive perfette.

Differenze cruciali tra il comportamento dei tessuti sani e quelli tumorali

Per capire esattamente come la biologia affronta questo stress, gli esperti hanno creato microscopici labirinti artificiali, simulando gli angusti corridoi del cervello. Forzando diversi tipi di cellule a passare attraverso tunnel più piccoli dei loro stessi nuclei, il team ha notato reazioni completamente diverse:

  • Nei campioni di tessuto canceroso, la pressione meccanica ha causato l’esplosione della membrana protettiva del nucleo, esponendo letalmente il materiale interno.
  • Nei campioni di tessuto nervoso sano, la capsula esterna ha dimostrato una flessibilità impressionante, rimanendo completamente sigillata e proteggendo l’ambiente interno dagli invasori.

La disgregazione delle cellule malate ha consentito alle sostanze corrosive di invadere il nucleo e distruggere il genoma in modo caotico. Nei neuroni, la rottura del DNA era in realtà un processo controllato dalla topoisomerasi, una proteina specializzata nel districare i filamenti genetici. Questo enzima tagliava intenzionalmente parti del codice che non contenevano informazioni vitali, alleviando la tensione fisica per facilitarne il passaggio e ricucendo il tutto in seguito.

Conseguenze a lungo termine dei fallimenti della riparazione cellulare

Il vero pericolo nasce quando il sistema di manutenzione fallisce. Testando roditori progettati in laboratorio per non essere in grado di riparare queste rotture genetiche, gli scienziati hanno notato che i cuccioli sembravano sani nei primi mesi di vita. Tuttavia, nel corso del tempo, il cervello di questi animali ha iniziato a soffrire di infiammazione cronica e perdita di proteine ​​essenziali, con conseguente invecchiamento precoce che ha colpito direttamente il cervelletto, provocando inciampi e gravi difficoltà di locomozione.

Alla luce di queste solide prove, la direzione del progetto presso l’istituzione asiatica sta già delineando i prossimi passi per la ricerca scientifica. L’obiettivo ora è quello di decifrare l’esatto impatto e il significato evolutivo di queste lesioni programmate nel genoma, cercando risposte che potrebbero, in futuro, ispirare nuovi trattamenti per arrestare la degenerazione del sistema nervoso umano.

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