L’accelerazione della cometa 3I/ATLAS è spiegata dai gas naturali, afferma lo studio

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cometa - Nazarii_Neshcherenskyi/Shutterstock.com

L’insolita accelerazione della cometa interstellare 3I/ATLAS, rilevata nel luglio 2025, è stata spiegata da uno studio pubblicato sul server arXiv. La ricerca, guidata da Florian Neukart, dell’Università di Leiden, sottolinea che il degassamento di sostanze volatili, come monossido e biossido di carbonio, è sufficiente per giustificare il movimento, escludendo ipotesi esotiche. Le osservazioni del radiotelescopio MeerKAT hanno confermato il rilascio di acqua, rafforzando la conclusione. La cometa, il terzo oggetto interstellare identificato nel Sistema Solare, continua ad essere monitorata.

Lo studio ha analizzato la traiettoria di 3I/ATLAS, che presenta caratteristiche tipiche delle comete, come un nucleo ghiacciato e code ioniche e di polvere. L’accelerazione non gravitazionale, osservata a 203 milioni di km dal Sole, ha incuriosito gli scienziati. La ricerca ha utilizzato simulazioni per confermare che meno dell’1% della superficie attiva della cometa genera la spinta.

  • Il degasaggio delle sostanze volatili spiega il movimento accelerato.
  • Meno dell’1% della superficie della cometa è sufficiente per la spinta.
  • Il radiotelescopio MeerKAT ha rilevato molecole di idrossile, indicando acqua.

Fonte di potenziamento

Lo studio di Neukart ha utilizzato modelli termofisici e il metodo Monte Carlo per testare le combinazioni di gas. I risultati indicano che le sostanze volatili comuni, come il monossido di carbonio, guidano la cometa. Sostanze come ammoniaca e metano, sebbene presenti, hanno un effetto secondario sulle miscele di ghiaccio.

Spiegazione convenzionale

La ricerca ha escluso teorie come la pressione solare o le tecnologie artificiali, comuni in casi simili. Neukart sottolinea che è sufficiente un semplice meccanismo fisico. La cometa 3I/ATLAS, catturata dal Virtual Telescope Project nel novembre 2025, mostra una coda ionica in crescita, confermando un’intensa attività.

Cometa 3I ATLAS – Youtube/Nasa

Monitoraggio continuo

Secondo Neukart, nuove osservazioni sono essenziali per convalidare il modello. MeerKAT continua a monitorare le emissioni di acqua della cometa. Un’analisi dettagliata potrebbe rivelare indizi sulla formazione dei sistemi planetari, poiché 3I/ATLAS proveniva dall’esterno del Sistema Solare. La cometa è a milioni di chilometri di distanza, ma la sua traiettoria è monitorata in tempo reale dagli astronomi. Strumenti come TheSkyLive.com consentono al pubblico di monitorare la propria posizione.

Contributo scientifico

Lo studio rafforza l’importanza delle spiegazioni basate su prove fisiche, evitando speculazioni. La scoperta allevia la necessità di ipotesi non convenzionali, come quelle suggerite per l’asteroide ‘Oumuamua. Neukart sottolinea che il degassamento è un processo comune nelle comete, anche nei visitatori interstellari. La ricerca, ancora in fase di revisione, potrebbe aprire la strada a nuovi studi su oggetti di origine extrasolare, ampliando la comprensione della dinamica delle comete e della composizione dei sistemi stellari.arie lontane.

Dati sulla cometa

3I/ATLAS è stato identificato il 1 luglio 2025, dopo ‘Oumuamua (2017) e 2I/Borisov (2019). Il suo nucleo luminoso e le sue code furono rapidamente confermati, indicando una natura cometaria.

Prospettive future

L’analisi 3I/ATLAS può far luce sull’origine dei materiali in sistemi planetari distanti. La sua composizione, ricca di sostanze volatili, suggerisce somiglianze con le comete locali, ma con particolarità che incuriosiscono gli scienziati.

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