La cometa interstellare 3I/ATLAS perde il 13% della massa e accelera dopo il perielio solare

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Cometa - Nazarii Neshcherenskyi/ iStock

La cometa 3I/ATLAS, rilevata nel luglio 2025 dal sistema ATLAS in Cile, ha raggiunto il perielio il 30 ottobre e ha mostrato una perdita di massa superiore al 13% a causa della sublimazione del ghiaccio. Gli astronomi di istituzioni come la NASA e l’ESA hanno registrato durante questo periodo un’accelerazione non gravitazionale, causata dall’espulsione di gas. L’oggetto, proveniente da un altro sistema stellare, segue una traiettoria iperbolica verso lo spazio interstellare.

Osservazioni preliminari indicano che il processo di degasaggio ha rilasciato composti come anidride carbonica e acqua, alterandone l’aspetto visivo. I telescopi terrestri e spaziali hanno acquisito dati che confermano il comportamento delle comete, ma con anomalie riguardanti gli oggetti locali.

  • L’espulsione dei gas ha determinato un’accelerazione radiale di 1,1×10⁻⁶ au/giorno².
  • La deviazione orbitale di quattro secondi d’arco è stata misurata da ALMA.
  • La luminosità è quintuplicata tra settembre e novembre 2025.

Traiettoria e rilevamento iniziale

3I/ATLAS è entrato nel Sistema Solare ad alta velocità, superando i 50 km/s, ed è stato identificato come interstellare a causa della sua orbita non collegata al Sole. I telescopi alle Hawaii e in Australia ne hanno confermato la natura a luglio, con un diametro stimato tra 400 metri e 5,6 km.

Questa rilevazione precoce ha consentito un monitoraggio continuo, compresi i passaggi ravvicinati su Marte il 3 ottobre a 30 milioni di km. Sonde come Mars Express hanno raccolto gli spettri iniziali, rivelando polvere di dimensioni micrometriche nella chioma.

Perdita di massa dovuta al degasaggio

L’esposizione al calore solare ha causato un’intensa sublimazione del ghiaccio durante il perielio. Questo fenomeno ha liberato gas e polveri, provocando una perdita fino al 10% della massa totale in pochi mesi. I calcoli indicano un’emivita di evaporazione di sei mesi per il nucleo.

Gli ingegneri del JPL della NASA hanno misurato l’impatto equivalente a quello di un razzo naturale, con pennacchi di gas visibili a novembre e dicembre. La sonda spaziale JUICE dell’ESA pianifica ulteriori osservazioni per quantificare l’espulsione.

  • L’anidride carbonica domina il rilascio del materiale.
  • Acqua e monossido di carbonio sono stati rilevati in concentrazioni elevate.
  • La perdita di massa altera leggermente la velocità eliocentrica.
cometa – Foto: Nazarii_Neshcherenskyi/Shutterstock.com

Accelerazione oltre la gravità

I dati dell’osservatorio ALMA hanno registrato un’accelerazione trasversale di 3,7×10⁻⁷ au/giorno², incompatibile con le forze gravitazionali pure. L’espulsione asimmetrica dei gas spiega la deviazione, simile alle comete di Oort, ma con maggiore intensità.

Gli astronomi modificano settimanalmente i modelli orbitali per tracciare il movimento. Questa accelerazione non cambia il percorso generale, ma evidenzia le differenzecome nei visitatori interstellari. La vicinanza di 268 milioni di km alla Terra avviene il 19 dicembre, senza rischio di collisione.

Il fenomeno rafforza gli studi sulle interazioni con la radiazione solare su oggetti di origini lontane. Le osservazioni di sonde come STEREO-A confermano l’impulso come risultato della sublimazione accelerata.

Variazioni di colore e luminosità

Inizialmente arrossata dalla polvere, 3I/ATLAS ha adottato toni verdastri e bluastri mentre si avvicinava al Sole, indicando reazioni chimiche in composti come cianuro e ammoniaca. Questa mutazione si è verificata per la seconda volta, con la luminosità che ha raggiunto la magnitudine 9 in ottobre.

Le sonde SOHO e GOES-19 hanno catturato l’aumento di luminosità, legato al rilascio di gas ionizzati. Il colore blu suggerisce la predominanza delle emissioni di C2 e NH2, in contrasto con i toni rossi tipici della polvere solare.

Rivelata la composizione chimica

L’analisi di James Webb e Keck ha rilevato un arricchimento di ferro e nichel, nonché di CO2, CO e H2O a livelli elevati. Questi elementi indicano l’esposizione alle radiazioni cosmiche per miliardi di anni, modellando il nucleo.

Gli spettri mostrano l’assenza di sostanze organiche comuni nelle comete solari, suggerendo la formazione in un ambiente con pressione e temperatura diverse. I vapori di nichel hanno registrato picchi nel mese di agosto, in prossimità del sole.

  • Il cianogeno contribuisce ai toni bluastri.
  • I granelli di polvere micrometrici causano un coma rosso iniziale.
  • Rota�L’irregolarità è stata elencata come una delle otto anomalie osservate.

Monitoraggio globale in corso

Telescopi in Cile, Hawaii e Australia monitorano l’emissione di 3I/ATLAS, concentrandosi sul decadimento della luminosità e sulla potenziale frammentazione. L’ESA e la NASA integrano i dati di più missioni per perfezionare le analisi.

Questa sorveglianza continua colma le lacune durante le congiunzioni solari e rivela le emissioni di gas dominanti. L’oggetto, che si stima abbia 10 miliardi di anni, offre informazioni sulla prima evoluzione stellare.

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