La cometa interstellare 3I/ATLAS si avvicina alla Terra il 19 dicembre senza rischio di impattoPor Janderson
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L’oggetto interstellare 3I/ATLAS raggiungerà il suo massimo avvicinamento alla Terra il 19 dicembre 2025, a circa 270 milioni di chilometri. Rilevata a luglio dal sistema ATLAS in Cile, la cometa segue una traiettoria iperbolica, confermando la sua origine fuori dal Sistema Solare. Non c’è rischio di collisione, secondo i dati della NASA e dell’ESA.
Le agenzie spaziali coordinano intense osservazioni con telescopi come Hubble e James Webb. Il perielio si è verificato il 30 ottobre, a 1,4 unità astronomiche dal Sole.
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- Distanza minima dalla Terra: 1,8 UA.
- Velocità: oltre 200mila km/h.
- Composizione: ricco di CO2, acqua e metalli come il nichel.
Scoperta e traiettoria del visitatore cosmico
Gli astronomi hanno identificato 3I/ATLAS il 1° luglio 2025. Le osservazioni pre-scoperta risalgono a giugno. La sua orbita iperbolica, con eccentricità superiore a 6, indica che non è legata alla gravità solare.
La cometa è passata vicino a Marte in ottobre, consentendo immagini da sonde come ExoMars. Dopo il perielio, emergeva con luminosità ridotta, ma visibile in costellazioni come quella della Vergine e del Leone.
La ricerca rivela un’età compresa tra 7,6 e 14 miliardi di anni. Appartiene al disco spesso della Via Lattea, con bassa metallicita’.

Caratteristiche insolite osservate
Il 3I/ATLAS ha presentato l’anti-coda puntata verso il Sole nei mesi di luglio e agosto. Dopo il perielio, le immagini di novembre mostrano sette getti distinti e un alone di 500.000 km.
Rilevata accelerazione non gravitazionale, simile a ‘Oumuamua. Le emissioni includono nichel e vapori di ferro a distanze fredde.
- Getti: possibile sublimazione di sostanze volatili.
- Assenza di coda chiara in alcune immagini.
- Cambiamento di colore e lucentezza inaspettati.
Sforzi di monitoraggio internazionali
La NASA, l’ESA e gli osservatori globali hanno attivato campagne di monitoraggio. Missioni come Hera e Juice hanno adattato gli strumenti per acquisire dati.
Le esercitazioni IAWN migliorano i protocolli di difesa planetaria. I telescopi terrestri in Cile e Hawaii registrano variazioni orbitali.
Le osservazioni continuano fino a marzo 2026, quando la cometa attraverserà l’orbita di Giove.
Composizione chimica rivelata dai telescopi
James Webb ha rilevato CO2, acqua, CO e solfuro di carbonile dominanti. Swift ha confermato vapore acqueo e OH.
La presenza di nichel atomico indica origini antichissime. Strato di crosta radiataognuno cambia superficie.
Le analisi polarimetriche mostrano una distinta riflessione della luce da parte delle comete solari.
Visibilità e opportunità per gli astronomi
La cometa raggiunge la magnitudine 12 a dicembre, visibile con i telescopi amatoriali. Periodo migliore: inizio dicembre, emisfero sud.
Non brilla ad occhio nudo. Strumenti come NASA Eyes simulano la traiettoria in tempo reale.
Dibattiti su accelerazioni anomale
Gli studi indicano forze radiali e trasversali oltre alla gravità. Le ipotesi includono rilascio di gas o getti direzionali.
Avi Loeb suggerisce una possibilità tecnologica, ma la comunità scientifica la attribuisce ai processi naturali. L’assenza di segnali modulati rafforza l’origine cometaria.
Uscita prevista dal sistema solare
Dopo essersi avvicinata alla Terra, 3I/ATLAS si dirige verso lo spazio interstellare. Passerà vicino a Venere a novembre e a Giove nel 2026.
La velocità di fuga mantiene una traiettoria diritta. Lascia un’eredità di dati su formazioni planetarie distanti.
Eredità scientifica di 3I/ATLAS
Il visitatore fornisce campioni di un altro sistema stellare. Perfeziona i modelli dell’evoluzione chimica cosmica.
Aumenta le rilevazioni future con telescopi come Vera Rubin. Contribuisce alla comprensione dei dischi galatticiantigos.















