La cometa 3I/Atlas emette un segnale radio catturato sulla Terra e ne rivela la composizione chimicaPor Maria
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Una cometa interstellare, identificata come 3I/Atlas, ha ricevuto un segnale radio catturato per la prima volta sulla Terra, segnando una svolta nel campo dell’astronomia. Il fenomeno si è verificato il 24 ottobre 2025 ed è stato registrato dal radiotelescopio MeerKAT in Sud Africa. La scoperta, annunciata all’inizio di novembre, rivela dettagli sulla composizione chimica della cometa, confermando la presenza di ghiaccio nel suo nucleo.
3I/Atlas, scoperto nel luglio 2025 negli Stati Uniti, è solo il terzo oggetto interstellare monitorato dalla scienza. Gli astronomi hanno rilevato linee di assorbimento radio di radicali idrossilici, originate dalla sublimazione del ghiaccio, alle frequenze di 1.665 GHz e 1.667 GHz. Questi dati aiutano a comprendere l’origine della cometa nelle regioni fredde della Via Lattea.
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La cattura dei segnali radio è una pratica comune nella radioastronomia, che analizza le onde elettromagnetiche emesse naturalmente dai corpi celesti. Nel caso di 3I/Atlas, il rilevamento è avvenuto al secondo tentativo, dopo una ricerca infruttuosa tra il 20 e il 28 settembre.
- Informazioni ottenute: Presenza di ghiaccio nel nucleo della cometa.
- Probabile origine: regioni estremamente fredde della galassia.
- Variazione di colore: toni bluastri dopo il perielio, dovuti alla sublimazione.
Primo rilevamento radio di un oggetto interstellare
La cattura del segnale radio da 3I/Atlas rappresenta una pietra miliare, essendo la prima volta che un oggetto interstellare viene studiato in questo modo. I dati confermano che la cometa ha una composizioneo chimica insolita, distinta dalle comete del Sistema Solare.
Questa scoperta consente agli scienziati di mappare le caratteristiche dei corpi celesti distanti. Le onde radio rivelano fenomeni che i telescopi ottici non possono catturare, come campi magnetici e processi chimici.

Come è stato catturato il segnale
Il radiotelescopio MeerKAT, gestito dalla South African Radio Astronomy Organization (SARAO), è stato essenziale per l’impresa. Ha rilevato le frequenze specifiche emesse dalla cometa il 24 ottobre.
L’analisi delle linee di assorbimento ha indicato la presenza di radicali idrossilici, formati dalla sublimazione del ghiaccio. Questo processo avviene quando la cometa si avvicina al Sole, convertendo il ghiaccio direttamente in gas.
Gli astronomi hanno già provato a catturare segnali da 3I/Atlas a settembre, senza successo. La nuova rilevazione rafforza l’importanza dei radiotelescopi avanzati per lo studio degli oggetti interstellari.
Impatto scientifico e prossimi passi
Lo studio del 3I/Atlas apre le porte alla comprensione della formazione dei sistemi stellari. Le onde radio aiutano a indagare sull’origine della cometa e sulla sua traiettoria attraverso la Via Lattea.
Nel marzo 2026, la cometa si avvicinerà a Giove, a circa 50 milioni di chilometri di distanza. La sonda Juno della NASA tenterà di catturare segnali radio a frequenze comprese tra 40 e 50 MHz.
In caso di successo, la missione fornirà ulteriori dati sul comportamento della cometa. Gli scienziati sperano di confermare le condizioni chimiche e fisiche della sua struttura.
La scoperta ha implicazioni anche per il monitoraggio della meteorologia spaziale. Le onde radio possono rivelare le interazioni tra comete e campi magnetici planetari.
Teorie del complotto respinte
Il rilevamento del segnale radio ha generato speculazioni su Internet, secondo cui la 3I/Atlas era un veicolo spaziale alieno. Gli scienziati hanno categoricamente confutato queste teorie.
Le onde elettromagnetiche catturate sono fenomeni naturali, comuni nei corpi celesti. La sublimazione del ghiaccio nel nucleo della cometa spiega l’emissione radio, senza alcuna prova di origine artificiale.
Cambiamento di colore e comportamento
Dopo aver attraversato il perielio, il punto più vicino al Sole, 3I/Atlas presentava toni bluastri. Questo fenomeno risulta dal rilascio di gas durante la sublimazione, alterandone l’aspetto.
Progressi nella radioastronomia
La radioastronomia ha trasformato lo studio dell’universo, permettendoci di osservare fenomeni invisibili alla luce ottica. Nel caso di 3I/Atlas, i segnali radio hanno rivelato dettagli sulla sua composizione e origine.
La tecnica viene utilizzata per analizzare i campi magnetici, le galassie e persino la formazione dei pianeti. Con 3I/Atlas, la scienza acquisisce una nuova prospettiva sugli oggetti interstellari, rari nel Sistema Solare.
Il rilevamento rafforza il ruolo di strutture come MeerKAT. Progetti futuri, come la missione della sonda Juno, promettono di espandere la conoscenza su questi visitatori cosmici.















