Svelato il mistero dell’accelerazione ‘turbo’ della cometa 3I/ATLAS: la causa è il degassamento internoPor Jeronimo Santos
2 min de leitura
![]() |
Una nuova ricerca scientifica disponibile sul server di prestampa arXiv ha scoperto il mistero dietro l’accelerazione extra osservata nella cometa interstellare 3I/ATLAS, il terzo oggetto che ha confermato di passare attraverso il nostro Sistema Solare. Lo studio rafforza il fatto che l’impulso insolito può essere pienamente spiegato da fenomeni puramente fisici, come il rilascio di gas volatili.
Gli scienziati hanno indagato se l’accelerazione non gravitazionale del corpo celeste, rilevata a circa 203 milioni di chilometri dal Sole, fosse causata dal naturale degassamento della cometa o se richiedesse l’adozione di teorie più complesse o esotiche. I risultati delle simulazioni termofisiche hanno indicato che la spiegazione più semplice è corretta: la fuoriuscita di gas interni, agendo come piccoli getti, è sufficiente per giustificare il movimento accelerato.
Siga o Mix Vale no Google e veja nossas notícias primeiro
La cometa 3I/ATLAS è stata ufficialmente rilevata il 1 luglio 2025 e ha rapidamente confermato la sua natura cometaria mostrando un nucleo ghiacciato, una chioma luminosa e code di polvere e ioni. La sua accelerazione, che non poteva essere spiegata solo dalla forza di gravità, incuriosiva la comunità astronomica.
L’interesse per 3I/ATLAS è accresciuto dal fatto che si tratta di un visitatore interstellare, il che significa che potrebbe trasportare materiale preservato miliardi di anni fa, offrendo informazioni cruciali sulla formazione di sistemi planetari al di fuori del nostro.
Le simulazioni rivelano una piccola frazione dell’area attiva della cometa
L’ingegnere informatico e fisico Florian Neukart, del Leiden Institute for Advanced Computer Science (LIACS), nei Paesi Bassi, ha utilizzato il metodo statistico Monte Carlo nelle simulazionitermofisica per testare diverse combinazioni di gas e temperature. Il loro lavoro si è concentrato sulla determinazione se il rilascio comune di sostanze volatili, come monossido di carbonio e anidride carbonica, potesse generare la forza osservata.
I risultati delle simulazioni hanno mostrato che una frazione minima della superficie della cometa è responsabile dell’intero impulso.
- Meno dell’1% della superficie della cometa dovrebbe essere attiva.
- Quest’area rilascerebbe sostanze volatili che guidano il corpo celeste.
Sostanze come l’ammoniaca e il metano, da sole, non produrrebbero la forza necessaria, ma potrebbero contribuire quando si trovano in miscele di ghiaccio. La conclusione del ricercatore è che “un meccanismo convenzionale guidato dai volatili riproduce sia la grandezza che la direzione dell’accelerazione” osservata in 3I/ATLAS.
Escludere ipotesi insolite per l’accelerazione
In casi simili di accelerazione non gravitazionale in cocorpi celesti, alcune teorie hanno addirittura suggerito meccanismi più insoliti. Queste ipotesi includevano la possibilità di pressione della luce solare su oggetti estremamente leggeri o anche la presenza di qualche tecnologia artificiale.
Neukart ha osservato che tali congetture, sebbene intriganti, non sono necessarie per il caso 3I/ATLAS. Conclude che “un meccanismo puramente fisico, guidato da sostanze volatili, è sufficiente per spiegare l’accelerazione non gravitazionale dedotta”. Questo fatto colloca 3I/ATLAS nel gruppo delle comete la cui attività è governata dai principi della fisica conosciuta.
L’importanza del degasaggio e del monitoraggio dell’acqua
L’attività cometaria di 3I/ATLAS continua ad essere attentamente monitorata dagli astronomi di tutto il mondo. L’osservazione della sua atmosfera ha confermato l’intenso rilascio di sostanze volatili, essenziali per convalidare il modello di degasaggio.
Recentemente, il radiotelescopio sudafricano MeerKAT ha rilevato molecole di idrossile (OH) nell’atmosfera della cometa. L’idrossile è un chiaro segno che la cometa sta rilasciando acqua a causa del surriscaldamento causato dalla sua vicinanza al Sole. Astronomi, come Cyrielle Opitom dell’Università di Edimburgo, evidenziano che la presenza di OH è tipica delle comete attive, corroborando il meccanismo di accelerazione.
Il rilascio di acqua è un processo previsto per una cometa che ha attraversato il punto più vicino al Sole. Il rilevamento tardivo dell’acqua da parte di MeerKAT, rispetto ad altre osservazioni, è spiegato dalla distanza iniziale della cometa dal Sole, che ha comportato una minore produzione di acqua e difficoltà nel rilevamento. La cometa, mentre segue la sua traiettoria,consente nuove analisi che dovrebbero approfondire la comprensione della sua composizione e origine.
Indizi sull’origine dei sistemi planetari in un visitatore cosmico
Poiché proviene da un altro sistema stellare, la cometa 3I/ATLAS trasporta informazioni che potrebbero essere vitali per la scienza planetaria.
La sua composizione materiale, forse immutata per miliardi di anni, agisce come una capsula del tempo cosmica.
Studiare 3I/ATLAS offre l’opportunità di acquisire conoscenze uniche su:
- La composizione dei materiali che formano pianeti in altre stelle.
- La diversità chimica dei dischi protoplanetari.
- Il trasporto di sostanze volatili e materiale organico attraverso il cosmo.
Nuove osservazioni sono essenziali per confermare il modello termofisico e dettagliare la composizione dei gas coinvolti, mentre l’oggetto si allontana dal Sole e ritorna nelle profondità dello spazio interstellare.
Passi successivi e convalida del modello fisico
Nonostante le forti prove presentate dallo studio, il ricercatore Florian Neukart evidenzia la necessità di ulteriori osservazioni per confermare pienamente il modello proposto. La validazione richiederà il monitoraggio dell’attività della cometa a diverse distanze dal Sole. Questo processo garantirà una comprensione completa del tasso di degassamento e della proporzione della superficie attiva.
Il modello proposto rappresenta un progresso significativo, poiché elimina la necessità di fare appello a fenomeni non testati e consolida la fisica delle comete come spiegazione. 3I/ATLAS, nonostante sia ormai distante, continua ad essere un oggetto di grande interesse per l’astronomia.















