Un guasto alla batteria costringe BYD a richiamare 88.000 unità Qin Plus DM-i
Il produttore asiatico BYD ha avviato un processo di restituzione di massa che coinvolge 88.981 unità della berlina ibrida Qin Plus DM-i nel mercato cinese. La procedura correttiva riguarda i veicoli assemblati tra gennaio 2021 e settembre 2023, motivati da un’anomalia rilevata nel pacco batterie al litio. Questo guasto tecnico compromette la sicurezza operativa delle auto e richiede l’intervento immediato da parte dell’azienda per evitare incidenti stradali.
Il modello interessato rappresenta uno dei pilastri di vendita della casa automobilistica, responsabile della divulgazione della tecnologia ibrida plug-in offrendo prezzi competitivi rispetto alle tradizionali auto a combustione. La portata di questo bando evidenzia le sfide logistiche che i giganti del settore elettrico devono affrontare nel mantenere il controllo di qualità in un ritmo di produzione accelerato, cercando di bilanciare il volume delle consegne con la sicurezza dei componenti ad alta tensione.
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Origine del guasto del cablaggio e pericolo di incendio
L’organismo di regolamentazione cinese, noto come State Administration for Market Regulator (SAMR), ha ufficializzato la chiamata dopo aver individuato incongruenze nella produzione del cablaggio di acquisizione della tensione. Questo componente specifico subisce pressioni anomale all’interno del pacchetto ad alta tensione a causa delle variazioni sulla catena di montaggio. Con l’usura naturale dovuta all’uso quotidiano, la parte perde la sua integrità fisica e inizia a inviare dati errati al sistema di gestione del veicolo.
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La mancata comunicazione tra i moduli determina letture imprecise sullo stato di carica e sulla salute delle singole celle di alimentazione. Il conducente corre il rischio di subire una brusca interruzione dell’erogazione di potenza al motore elettrico, provocando l’arresto improvviso dell’auto su strade a scorrimento veloce. In scenari di degrado estremo, il cortocircuito interno aumenta drasticamente la temperatura del sistema, creando un ambiente favorevole a gravi eventi termici, gergo tecnico utilizzato dall’industria per descrivere incendi difficili da controllare.
Il piano d’azione prevede aggiornamenti remoti e riparazioni fisiche
Per risolvere la vulnerabilità, il team di ingegneri del marchio ha strutturato un approccio diviso in due fasi complementari. La fase iniziale consiste nell’invio via internet di un pacchetto software, detto aggiornamento OTA, direttamente ai computer di bordo delle auto connesse alle reti 4G o 5G. Il nuovo codice migliora gli algoritmi di monitoraggio, consentendo al sistema di identificare precocemente anomalie di cablaggio e visualizzare avvisi visivi sul quadro strumenti.
La seconda fase prevede che i proprietari si rechino presso la rete di concessionari autorizzati per un’ispezione tattile e visiva del componente. Meccanici specializzati smonteranno parzialmente il vano energia per verificare lo stato del cablaggio elettrico. Qualora venisse riscontrato qualsiasi segno di schiacciamento o di usura prematura, il pezzo verrà sostituito senza alcun costo per il consumatore, garantendo il ripristino degli standard originali di fabbrica.
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Il reparto relazioni con i clienti inizierà a inviare notifiche individuali tramite l’app ufficiale del marchio e la posta fisica. Gli autisti hanno anche la possibilità di verificare la necessità di riparazione inserendo il numero di identificazione del veicolo (VIN) sul sito web dell’azienda. La casa automobilistica ribadisce l’urgenza della programmazione per garantire l’integrità a lungo termine dei passeggeri ed evitare guasti meccanici durante i viaggi.
La sequenza delle convocazioni mette in luce la pressione sui fornitori cinesi
L’incidente con la berlina ibrida si aggiunge ad un elenco crescente di problemi tecnici affrontati dall’azienda negli ultimi mesi di attività. Solo nella seconda metà dell’anno l’azienda ha dovuto richiamare centinaia di migliaia di automobili a causa dei diversi rischi associati al sistema di propulsione elettrica. Questo volume di riparazioni simultanee riflette la crescente severità delle autorità di Pechino sulla sicurezza dei veicoli a nuova energia.
- Nel mese di ottobre, più di 115mila unità di veicoli commerciali Tang DM-i e Yuan Pro sono tornate nelle officine a causa del pericolo di incendio nel modulo batteria.
- A settembre, un difetto di surriscaldamento del convertitore di potenza ha costretto alla riparazione di 96.000 auto Dolphin e Yuan Plus.
- La somma delle tre recenti campagne supera la soglia dei 300mila veicoli raccolti in un intervallo inferiore a novanta giorni.
Il controllo del governo non si limita solo alle case automobilistiche, ma colpisce anche i giganti fornitori di celle energetiche come CATL e CALB. Il governo cinese sta lavorando per standardizzare i processi di produzione e impedire che i guasti seriali danneggino la fiducia dei consumatori globali. Il mantenimento della leadership asiatica nella transizione energetica globale dipende direttamente dalla mitigazione di questi rischi industriali e dalla trasparenza nella risoluzione dei difetti.
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Il volume delle registrazioni ignora le turbolenze operative
La pubblicità negativa generata dai fallimenti dell’assemblaggio non ha avuto alcun impatto visibile sul bilancio o sull’accettazione del marchio da parte del pubblico. I rapporti sulla performance commerciale di ottobre rivelano la vendita di oltre 441.000 automobili in tutto il mondo, stabilendo un nuovo record mensile per il produttore. Questa crescita continua dimostra la resilienza della domanda di veicoli elettrificati nel mercato asiatico, dove gli incentivi statali continuano a guidare i cambiamenti della flotta.
I modelli ibridi plug-in hanno guidato la preferenza degli acquirenti, registrando 214mila unità consegnate e un balzo del 31% nel confronto annuale. Anche la linea delle auto completamente elettriche ha mantenuto un ritmo sostenuto, raggiungendo nello stesso periodo le 223mila immatricolazioni. La combinazione dell’autonomia estesa del motore a combustione con l’economia della propulsione elettrica consolida la strategia commerciale dell’azienda di fronte ai concorrenti tradizionali che ancora faticano a rendere le proprie batterie più economiche.















