La cometa interstellare 3I/ATLAS mostra un coma asimmetrico in recenti registrazioniPor Maria
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Una nuova immagine catturata da un astrofotografo a Porto Rico rivela i dettagli della continua attività della cometa interstellare 3I/ATLAS, quasi tre settimane dopo il suo passaggio attraverso il perielio il 29 ottobre 2025. La registrazione, presa il 17 novembre a Aguadilla, mostra l’oggetto con una chioma attiva e una coda allungata, spinta dal riscaldamento solare che rilascia gas e polvere. Astrônomos evidenziano che questa osservazione, pubblicata su SpaceWeather Gallery, conferma la persistenza della cometa nonostante la prevista perdita di luminosità.
La cometa 3I/ATLAS, il terzo visitatore interstellare rilevato in Sistema Solar, segue una traiettoria iperbolica a 221mila km/h, originaria di un altro sistema stellare miliardi di anni fa. Especialistas della NASA e dell’ESA monitorano il fenomeno per comprenderne la composizione unica, diversa dalle comete locali.
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- La coda sottile è guidata dal vento solare, con particelle espulse ad alta velocità.
- La chioma asimmetrica indica una sorprendente emissione di materiale post-perielio.
- Le osservazioni globali forniscono dati per modelli di dinamica interstellare.
Cattura i dettagli su Porto Rico
Efrain Morales, un astrofotografo con sede a Aguadilla, ha ottenuto l’immagine la notte del 17 novembre con un’attrezzatura dedicata alle osservazioni celesti. Il record evidenzia la coda sottile e definita, frutto dell’interazione con il vento solare che allontana le particelle ionizzate dal nucleo.
Questa foto appare in un momento chiave, quando la cometa si allontana da Sol, a 190 milioni di miglia da Terra, consentendo la visibilità mattutina in costellazioni come Virgem.
Strutture osservate nel coma
La chioma asimmetrica rivelata nell’immagine segnala una perdita accelerata di materiale, con gas e polveri rilasciati a velocità superiori a quelle di comete come 2I/Borisov nel 2019. Astrônomos notano che il nucleo mantiene una luminosità stabile, in contrasto con il rapido indebolimento tipico degli oggetti interstellari.
I dati preliminari indicano un diametro compreso tra 5 e 11 km, con una composizione ricca di anidride carbonica e acqua, analizzati da telescopi come Hubble e James Webb.

Contributi da osservatori internazionali
Projeto Telescópio Virtual, in Itália, ha registrato 3I/ATLAS l’11 novembre, mostrando una stretta coda ionica derivante dall’interazione ultravioletta con il gas rilasciato. La struttura Essa si forma quando la radiazione solare ionizza le particelle, facilitando la spinta del vento solare.
Gli osservatori su Chile, come Gemini Sul, hanno catturato immagini il 3 novembre, rivelando una chioma espansiva lunga più di 56.000 km.
Agência Espacial Europeia prevede di utilizzare la missione JUICE per i dati tra il 2 e il 25 novembre, mentre il telescopio Tianwen-1 di China ha acquisito sequenze in ottobre a 30 milioni di km.
Evoluzione dell’attività post-perielio
Dopo il perielio del 29 ottobre, la cometa ha mantenuto l’emissione di getti di polvere e gas, visibili nelle foto dell’11 novembre da Telescópio Gêmeo di Dois Metros in Espanha. La coda è cresciuta di tre milioni di km, segno di una geometria in evoluzione che rende l’oggetto più visibile nel cielo mattutino.
Le registrazioni della sonda Mars Reconnaissance Orbiter del 2 ottobre mostrano un alone di gas e polvere, o coma, attorno al nucleo durante il suo passaggio da parte di Marte.
Rivelazioni della NASA in diretta
La NASA ha tenuto un evento il 19 novembre a Centro Goddard, a Maryland, per presentare immagini mai viste prima raccolte da missioni come PUNCH, Lucy e MAVEN. Le foto, scattate tra settembre e ottobre, mostrano la cometa a 231-235 milioni di miglia da Terra, con Mars che passa nelle vicinanze in una vista combinata.
Gli strumenti su Lucy hanno registrato l’oggetto il 16 settembre, sovrapponendo le immagini per evidenziare il breve allungamento della coda a destra.
Implicazioni per gli studi interstellari
3I/ATLAS offre approfondimenti sulla formazione di antichi sistemi stellari, anteriori a Sistema Solar fino a 8 miliardi di anni. Observações confermano l’assenza di firme tecnologiche, rafforzando la classificazione come cometa naturale.
L’avvicinamento più vicino a Terra avviene il 19 dicembre a 269 milioni di km, senza rischio di collisione.
- I telescopi terrestri tracciano la luminosità post-perielio di magnitudo 7-8.
- Le missioni spaziali forniscono viste tridimensionali della chioma e della coda.
- I dati supportano gli esercizi di allerta IAWN fino a gennaio 2026.















