Troy Meink conferma armi spaziali degli Stati Uniti in orbitaPor Luís Henrique Costa
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Il sottosegretario della US Air Force Troy Meink ha confermato il 14 settembre 2026, durante una conferenza militare a Washington, che le forze armate degli Stati Uniti mantengono armamenti operativi nell orbita terrestre per proteggere il personale e le infrastrutture strategiche da offensive condotte nello spazio da potenze rivali. L annuncio definisce un cambio di passo nella comunicazione istituzionale della capitale statunitense.
La dichiarazione costituisce la prima ammissione esplicita rilasciata pubblicamente dalle autorità di Washington su questo specifico apparato bellico.
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Troy Meink ha spiegato alla platea di ufficiali che i dispositivi collocati oltre l atmosfera garantiscono la salvaguardia diretta dei reparti congiunti schierati nei teatri internazionali. Il sottosegretario ha dichiarato che gli Stati Uniti ora dispongono in orbita di armi di controllo spaziale capaci di difendere le forze congiunte da avversari ostili. L esponente governativo non ha tuttavia specificato il numero esatto degli apparati, i meccanismi tecnologici impiegati o le coordinate orbitali dei sistemi.
I vertici militari evitano dettagli tecnici.
Funzionari dell amministrazione di Washington riferiscono che la tecnologia sviluppata possiede la capacità di disattivare o abbattere i satelliti nemici pronti a eseguire manovre contro installazioni sul pianeta. L azione coordinata di tali vettori preserva le truppe a terra e tutela le reti di comunicazione e spionaggio gestite dalle forze armate americane contro incursioni avversarie.
Piani della Space Force tra strumenti cinetici e controllo delle orbite
La Space Force ha diffuso una nota ufficiale per definire il raggio d azione delle risorse posizionate oltre la superficie della Terra. Il documento chiarisce che il comando intende assicurare il controllo dell ambiente circumterrestre tramite strumenti cinetici e non cinetici capaci di vanificare le offensive dei concorrenti strategici. Le manovre puntano a disarticolare le linee di rifornimento dati delle flotte rivali.















